Ciò che stupisce, in realtà è la serie di coincidenze: il mondo italiano, inteso come i piloti italiani ma anche le squadre italiane, e quelle straniere in cui gli italiani sono tanti, ha commesso errori e sviste praticamente tutto insieme. Nello stesso momento. Si parla dei team di vertice, ovviamente. E si scopre come Valentino Rossi e Andrea Dovizioso abbiano sbagliato il momento del rientro ai box – e Rossi è recidivo, in questo, dunque c’è anche l’aggravante – e come il Team Ducati e il Team Suzuki si siano fatti trovare impreparati al momento del cambio moto. Non deve essere andato tutto liscio nemmeno in Yamaha, però, se Valentino a fine gara si è lamentato, dando la colpa anche al team e quindi contraddicendo se stesso: in altre occasioni aveva detto che in pista ci va lui e quindi decide lui, questa volta ha detto che si è fidato delle segnalazioni. Tardive, però. 

Si potrà dire che in una gara corsa in condizioni simili era molto più facile sbagliare che azzeccare tutte le mosse, però c’è chi le ha azzeccate e allora il riferimento esiste. E si chiama Marc Marquez. Anzi, Marc Marquez e il Team HRC. Ancora una volta, il campione del mondo si è distinto per la sua straordinaria furbizia, lucidità, intelligenza, determinazione. E’ lui che ha tenuto il team sotto pressione. Lui ha stabilito il piano, lui ha chiesto di tenere pronta una moto “da asciutto” sin dall’inizio, mentre i team rivali hanno tenuto per qualche giro entrambe le moto in configurazione “da bagnato”, e questo ha ritardato le operazioni di rientro degli altri piloti…

Il testo completo è sul numero di Motosprint in edicola da martedì 8 agosto.