È l'epoca  giusta, questa, per sperimentare, perché attorno a noi lo scenario è cambiato e cambierà ancora. Ecco perché abbiamo deciso di fare qualcosa di inedito, per l’edizione 2017 dei Caschi d’Oro. Del resto è stata inedita la stagione, quindi dovevamo adeguarci: nel 2017 è accaduto qualcosa di particolare, visto che cinque italiani hanno conquistato un titolo mondiale e altri due sono stati vice-campioni; e poi altri italiani, nel proprio ruolo, hanno conseguito risultati a livello mondiale. Non accadeva da tempo immemorabile, una situazione simile. È come se l’ambiente italiano della moto da corsa si sia unito in modo da spingere nella stessa direzione, con quanta più forza possibile, con lo scopo di riportare il nostro Paese, il nostro movimento, al vertice. Perché è lì, al top, che il nostro movimento è sempre stato e dunque è lì che deve essere. 
Ecco, partendo da queste considerazioni è stato in fondo naturale immaginare questa strepitosa annata come il segnale del Rinascimento dell’Italia da corsa. Significa il ritorno del nostro movimento nella sua interezza, perciò con i suoi piloti, le sue moto, i suoi manager, i suoi ingegneri, i designer, i tecnici, i meccanici, i produttori di parti speciali per la moto e di abbigliamento tecnico per chi le porta in pista. Il Rinascimento italiano vede questa comunità di cervelli, artisti, imprenditori, industriali, artigiani, inventori, al servizio di ragazzi (e c’è anche una ragazza) che hanno compiuto grandi imprese. 

A un certo punto abbiamo pensato che fosse il momento di iniziare a valutare nuove idee anche per i Caschi d’Oro, cioè il “nostro” fortissimo brand che si concretizza nella statuetta che consacra ormai da 41 anni i migliori piloti e i più importanti personaggi dell’annata appena conclusa; e in molti casi, anche della storia: molti dei piloti che hanno ricevuto il Casco d’Oro hanno anche scritto pagine indelebili di storia del motociclismo. E non c’è campione del Mondo, oppure azienda iridata, che non tenga il Casco d’Oro di Motosprint in bella vista in casa, nel proprio ufficio e, nel caso dei costruttori, perfino nel museo. 
Il fascino della nostra statuetta l’ho ritrovato puntale anche negli sguardi e nelle parole di chi l’ha ricevuta quest’anno anche se alcuni sono giovani o giovanissimi, perciò figli del mondo che guarda alla tecnologia e poco alla storia. È una grande soddisfazione e un forte incoraggiamento.  

TRADIZIONALMENTE i Caschi d’Oro rientrano in una serata di festa, cioè la cerimonia di consegna. Tante volte è stata una festa aperta agli appassionati, in altre occasioni è stata privata. Questa volta abbiamo eliminato il concetto di “riunione” privata per celebrare nel modo più vasto possibile un evento storico. 
Abbiamo avuto il privilegio di raccontare questo Rinascimento durante la stagione appena conclusa; questo ci ha spinto a voler riservare un’attenzione speciale ai protagonisti: così la serata è di-ventata un insieme di giornate e siamo riusciti a dedicare a ciascuno di loro il tempo e l’attenzione che meritano: questa volta i contenuti ci interessavano più del cerimoniale ed è nato così un progetto che si sdoppia in due formati – cartaceo e digitale – e che quindi ci permette di estendere a tutti gli appassionati ciò che i protagonisti di questa stagione ci hanno raccontato. Ecco, noi adesso vogliamo raccontarlo a voi. 

È UN FORMAT che non avevamo mai utilizzato prima: da una parte il concetto del libro cartaceo, dall’altra parte il formato digitale (video, web, social) che per noi è ancora più inedito. 
La versione cartacea ha le sembianze di una rivista ma è in realtà un libro che consegna questa stagione alla storia. Si compone di un’introduzione e dieci capitoli. I primi nove riguardano i racconti fatti dai protagonisti, in prima persona: Andrea Dovizioso, Antonio Cairoli, Franco Morbidelli, Niccolò Canepa, Andrea Verona, Kiara Fontanesi, Romano Fenati, Gigi Dall’Igna e Claudio De Carli. Questi grandi interpreti del nostro sport vi permettono, alla fine della let-tura, di avere un quadro globale perché si parla di strada e fuoristrada, di progettazione e di sviluppo, di imprese agonistiche, manageriali e ingegneristiche. Ci fa capire, tutto questo, cosa significhi la grande impresa ma anche la sua perfetta preparazione. Perché i piloti non sono soli, alle loro spalle c’è tanto.    
Poiché non si potrebbe comprendere le imprese di oggi lasciandole isolate dalla storia, il decimo capitolo ripercorre la storia del motociclismo degli ultimi 40 anni riproponendo i campioni che hanno ricevuto il Casco d’Oro. È un modo per spiegare alla nuova generazione di appassionati il valore delle imprese realizzate dai loro coetanei, perché vengono messi al cospetto delle leggende che hanno fatto la storia. 

E PARLANDO della nuova generazione si arriva alla seconda parte del progetto: quella social. Abbiamo realizzato anche una serie di video (9, che pubblicheremo dal 12 dicembre sul nostro sito), attraverso una produzione di alta qualità, per tradurre quei capitoli, cioè quei personaggi, in un progetto che porterà nel mondo – attraverso il sito web e i social come Instagram e Facebook – i valori dell’italianità. E questa è la parte, per così dire, moderna del nostro progetto Caschi d’Oro 2017. 
L’opera cartacea sarà allegata al prossimo numero di Motosprint: il numero 51-52, in edicola dal 19 dicembre. Sarà l’ultimo numero dell’anno, vi farà compagnia fra Natale e Capodanno, e per chi ne riconoscerà l’utilità diventerà anche qualcosa da conservare. La versione digital si attiverà qualche giorno prima, ma si protrarrà più a lungo per favorire la diffusione. 
Spero veramente che possiate apprezzare la nostra idea. Anche perché, in fondo, l’abbiamo fatto per voi. Voi che ci seguite da gennaio a dicembre, che ci sostenete e ci criticate, che seguite le gare con il cuore in gola e poi commentate e volete saperne sempre di più, riservandoci l’onore (e l’onere) di cercare un confronto con le nostre opinioni e le nostre spiegazioni degli eventi. 
Lo facciamo da 41 anni, e non siamo ancora appagati. Siamo infatti già in cerca di altre idee per la prossima stagione.