Nel weekend di Buriram c’è dentro tutta l’essenza di Marc Marquez: il ritorno in sella dopo il pauroso volo delle prove e la voglia di vincere e di demolire (anche mentalmente) l’avversario anche quando un secondo posto relativamente tranquillo avrebbe garantito l’ottavo titolo. Questo è il bello del Cannibale. Del Fenomeno. Del Marziano. Chiamatelo come volete. Questo è ciò che fa impazzire di gioia i tifosi e di rabbia gli avversari.

Fabio Quartararo e i suoi gesti d’ira contro se stesso (forse) appena tagliato il traguardo della gara thailandese sono la dimostrazione del limite a cui puoi arrivare battagliando con Marc. Il francese è stato autore di mezza gara alla Marquez con tempi da alieno, ogni giro praticamente identico all’altro, conditi da una pulizia di guida in stile biaggistico (o «Alla Lorenzo» per citare Marquez). Tutto questo non è bastato, perché Hannibal l’ha atteso tutta la gara e poi l’ha passato in staccata. Prima all’esterno, poi incrociando la traiettoria. E a quel punto non puoi far altro che impazzire. Soprattutto se hai vent’anni, il peso dell’intera corazzata Yamaha sulle spalle e tanta voglia di vincere.

Il lato interessante di tutta questa faccenda, per noi appassionati di gare da crepacuore, è che dopo Misano e dopo Buriram il guanto di sfida tra i due è lanciato. Lo spagnolo sta puntando deciso verso i 15 titoli di Agostini (ha già dichiarato che da Motegi inizierà a pensare al 2020) e l’unico che può rendergli la vita difficile, a oggi, sembra essere il francesino arrivato dalla Sicilia. Marc ha già posizionato la palla “mezza”, guarda caso gialla, sul tavolo del biliardo. Alle “piene” ci penserà Fabio? Nel frattempo, vi introduciamo al duello del (prossimo) decennio sul numero 42, con un reportage e un’intervista esclusiva che vi faranno conoscere in profondità Quartararo.