Il viaggio per raggiungere l’isola di Man, a metà strada tra Gran Bretagna e Irlanda, è quasi una conquista anche se arrivi in aereo, visto che è servita solo da voli interni che partono da aeroporti secondari difficilmente raggiungibili con voli diretti dall’Italia.

C’ERA UNA VOLTA - Una volta sull’isola ti sembra di entrare in un mondo di altri tempi: le piccole case con i tetti a punta una a fianco all’altra, le colline verdissime e un’inaspettata giornata di pieno sole ci accolgono con un’atmosfera estremamente accogliente. Tutto è tranquillissimo fintanto che non arrivi a Douglas, dove ti sembra di essere nell’ombelico del mondo motociclistico. 

FESTA DELLA MOTO - Riders di ogni razza ed estrazione convergono qui, come per festeggiare ogni anno questo evento che ormai resta unico al mondo. Ogni strada, casa, giardino ospita delle moto, delle tende o dei semplici appassionati accampati di tutto punto. Il pubblico è tranquillo, niente a che vedere con quello rumorosissimo e gasato del Mugello, per intenderci. Qui si viene con ogni tipo di moto, anche se le supersportive di ogni età e tenute in modo impeccabile prevalgono, e si vedono anche famiglie con bimbi piccoli che osservano i piloti come fossero super eroi.

MATTONI ROSSI - La direzione gara è su una vecchia torre di mattoni, che è li da tanto tempo e il fascino degli addetti al tabellone di classifica che manualmente strappano i foglietti con su segnato il numero di giri e scrivono a gessetto i tempi è qualcosa affascinante, che ti estranea dal tempo.

SI VIVE INSIEME - Il paddock è all’insegna della semplicità, case ufficiali come la Honda, che da tempo immemore partecipa al TT, team affiatati e semplici piloti che si raggruppano sotto una tenda per manutenere le moto. Tutti trovano posto con estrema semplicità sul prato retrostante la direzione gara. Il bello è che non ci sono limiti per nessuno, puoi camminare per guardare e curiosare ovunque e l’unico divieto è all’ingresso della zona verifiche tecniche e pit-lane. Ah, naturalmente qui il rispetto dei divieti e delle regole è tranquillamente rispettato da tutti e basta una semplice fettuccia per bloccare un ingresso.

CAMPIONI "UMANI" - E i piloti? Nessuno, ma veramente nessuno che se la tiri, anzi, anche i più famosi come Dunlop o Hutchinson li vedi spostarsi in mezzo alla gente con la tuta semi aperta alla pari degli altri piloti amatoriali, come fossero emeriti sconosciuti. Quasi inspiegabile la calma che hanno, pare stiano uscendo per un giretto stradale e invece stanno per lanciarsi ad oltre 300 km/h su strade d campagna! Qui non c’è tensione, tutto scorre liscio e cadenzato, le cose si ripetono uguali da anni, sicuramente ci vuole un po’ per entrare in questa atmosfera e capirla pienamente, è come bere una tisana per depurarsi dagli stress delle gare a cui siamo abituati