Già lo scorso anno, durante la presentazione della Panigale V4 equipaggiata con il motore da 1103 cc, Ducati aveva annunciato l’arrivo di una versione 1.000 cc utilizzabile nel Mondiale Superbike. Una vera moto da corsa omologata per circolare su strada. E finalmente ci siamo...

IL MOTORE della nuova Panigale V4 R è in grado di erogare la potenza di 221 CV (162 kW) a 15.250 giri/minuto, mentre il picco di coppia, pari a 112 Nm, arriva a 11.500 giri/minuto (2250 giri/minuto in più rispetto al motore V4 da 1103 cc). Ha un rapporto di compressione di 14:1 e il limitatore interviene a 16.000 giri/minuto (16.500 giri/minuto in sesta marcia). Numeri da capogiro, che addirittura possono stordire quando si monta lo scarico racing, grazie al quale la potenza sale a 234 CV (172 kW) a 15.500 giri/minuto. Il V4 di 90° della Panigale R, che ha i cilindri ruotati all’indietro di 42°, ordine di accensione degli scoppi di tipo “Twin Pulse” e albero motore controrotante, è elemento strutturale del veicolo.

RISPETTO alla Panigale V4 e alla Panigale V4 S, il nuovo plexiglas migliora la protezione all’aria. Inoltre, per massimizzare l’efficienza delle appendici aerodinamiche, le carene laterali sono state sensibilmente allargate (+38 mm per lato). Lateralmente, gli sfoghi aria della Panigale V4 e della Panigale V4 S sono sostituiti da più efficienti estrattori, disegnati per permettere al motore di lavorare alla corretta temperatura di esercizio, anche al limite. Il telaio “Front Frame” della Panigale V4 R si distingue da quelli della V4 e della V4 S non solo per la colorazione nera ma soprattutto per gli alleggerimenti sulle fiancate, ottenuti tramite lavorazione meccanica. Le modifiche alla ciclistica sono completate dalla possibilità di regolare l’altezza del pivot forcellone posteriore su 4 posizioni a step di 2 mm. Il pivot regolabile amplia le possibilità di regolazione per adeguare in modo più preciso la moto allo stile di guida, e tipologia di tracciato. Sulla Panigale V4 R debuttano poi la nuova forcella pressurizzata Öhlins NPX 25/30 con steli di 43 mm e l’ammortizzatore Öhlins TTX36, entrambi a regolazione meccanica.

ARRIVANO LE ALI. Ed è la prima volta per una Ducati di serie. La prestazione dell’ala è inoltre incrementata grazie all’inserimento della “strake”, una paratia disposta  longitudinalmente, ed all’elemento di estremità denominato “winglet”, che isola i flussi d’aria che scorrono sulla sua superficie.

PER QUANTO RIGUARDA L’ELETTRONICA, una piattaforma inerziale Bosch a 6 assi (6D IMU – Inertial Measurement Unit) provvede a “gestire” l’ABS Cornering Bosch EVO, il Traction Control (DTC) EVO, lo Slide Control (DSC), il Wheelie Control (DWC) EVO, il Power Launch (DPL), il Ducati Quick Shift up/down (DQS) EVO, l’Engine Brake Control EVO (EBC) EVO, oltre ai 3 riding mode (Race, Sport e Street) e al Pit Limiter (al debutto, sul modello Panigale). Non manca un evoluto cronometro a bordo per l’acquisizione dati.