Marc Marquez, campione in pista e uomo dei record. Non soltanto per quanto riguarda vittorie e pole position, ma anche per numero di cadute. È suo il secondo gradino del podio in questo 2017, quando mancano ancora 4 gare alla fine del campionato: con “soltanto” 22 cadute ha quasi raggiunto l'altro “rotolatore folle”, Sam Lowes, primo con tre scivolate di vantaggio. Ma Marquez, che ci tiene sempre a vincere qualsiasi cosa stia facendo, annovera un record più importante.

A RACCONTARLO IN MODO IRONICO è il sito www.marca.com che ha realizzato delle vere e proprie statistiche sul campione spagnolo dal suo ingresso in Motogp nel 2013. Per lui, che in quattro anni in classe regina ha vinto il titolo tre volte, si registra una percentuale di cadute nei gran premi del 62,79%; che tradotto significa assaggiare in media l'asfalto due volte ogni tre gare.

STO PIÙ TEMPO A TERRA CHE SULLA MOTO - aveva scherzato Marquez dopo Misano, weekend in cui era finito KO due volte in prova e nel warm up, arrivando a battere il suo record personale di 17 cadute in un sola stagione quando mancavano ancora cinque gare al termine. E anche ad Aragon non si è di certo risparmiato con una caduta nelle prove libere e una durante le qualifiche, mentre stava facendo un giro lanciatissimo che poteva regalargli la pole position.

BASTA CHE NON CAPITI IN GARA - Ma anche questo fa parte del “gioco” e Marquez non si dice per niente intimorito: “finchè non cado in gara non c'è nessun problema, le cadute mi servono per capire il limite fino al quale posso spingere la moto”. C'è da dire, che nonostante tutte queste scivolate, il numero 93 non molla un colpo e al contrario di Sam Lowes che a causa delle sue cadute si trova in 25esima posizione con due punti all'attivo, Marquez di punti ne ha ben 224 e si trova primo in campionato. “Certo – spiega Marc – io sono il primo che non vorrebbe cadere, ma sono un pilota che spinge sempre al limite e ogni volta che cado, torno in sella con più voglia e aggressività di prima, questo succede fin da quando ero piccolo”.

MA ATTENZIONE, perchè niente sfugge al “gatto spagnolo”, tanto che quando è a casa, si allena a questa eventualità insieme al suo preparatore Genis Cuadros concentrandosi soprattutto sull'elasticità, capacità che gli permette di rialzarsi dopo una caduta alla velocità della luce e risalire in sella come se niente fosse mai accaduto.

CERTO È, che fino ad oggi il fato ha sempre assistito il pilota di Cervera che fortunatamente non ha mai riscontrato gravi danni dopo i suoi incidenti: “l'unica volta che ho avuto davvero paura – conclude – è stato al Mugello 2013 quando sono rovinato a terra a 300 km/h, lì è stato difficile e ogni volta che in gara passavo da quel rettilineo rallentavo”.