Durante la Safety Commission, che si svolge il venerdì pomeriggio di ogni weekend di gara, Carlos Ezpeleta (il figlio di Carmelo, sempre più coinvolto nella Dorna) ha sottoposto ai piloti le modifiche che si possono apportare al circuito Hermanos Rodríguez di Città del Messico, per ottenere un loro parere. Il GP Messico sarà con ogni probabilità la tappa numero venti del Mondiale. Un nuovo GP che ha colto di sorpresa piloti e team, e che porterà all’ampliamento del calendario con un anno di anticipo, rispetto al 2020 (come era stato dichiarato in un primo momento).  La Dorna sta rimescolando il calendario in modo da inserire il GP Messico vicino al GP Argentina, e si sta ancora valutando se il GP Americas (in Texas) completerà un nuovo trittico (come quello di Giappone, Australia, Malesia sul finire della stagione) oppure se sarà inserito un weekend di riposo fra le tre gare nel continente americano. 

Come ha spiegato Ezpeleta ai piloti, le modifiche che i responsabili della pista utilizzata per la Formula 1 si sono offerti di apportare non sono tutte quelle che i piloti vorrebbero «Ma sono quelle che possono essere effettuate tenendo conto del tempo a disposizione». Questo significa che, vada come vada, il GP Messico si farà! Il circuito dedicato ai fratelli Rodríguez è certamente una tappa speciale, perché oltre ad avere un rettilineo di 1500 metri – che lo renderebbe il più lungo del campionato – si trova a 2300 metri sul livello del mare, ed è una nuova sfida per gli ingegneri motoristi. 

Il Messico è il primo Paese di una nuova lista che prevede anche altre sei Nazioni attualmente in attesa. La MotoGP è diventata uno spettacolo che tutti vogliono ospitare, evidentemente. In tale elenco figurano il Brasile, con il quale è stato firmato qualche settimana fa un accordo che dovrebbe contribuire a liberare i fondi necessari per l’inizio dei lavori su un circuito a Rio de Janeiro; poi c’è la Finlandia, con il nuovo Kymi Ring, pronto per il 2019; c’è la Cina, e si tratterebbe di un ritorno; c’è il Kazakhstan, dove la realizzazione di un nuovo circuito è in eterno ritardo; c’è l’Indonesia, eterno Paese aspirante a far parte del calendario del Mondiale, sostenuto come non mai dalle Case giapponesi; e c’è un sesto Paese, del quale però non è stato ancora rivelato il nome. Ovviamente per ospitare queste nuove gare, dovranno uscire alcuni circuiti o Paesi attualmente in calendario; e uno di questi è il GP Aragón, causa le difficoltà che i nuovi amministratori della struttura stanno incontrando.