Una volta c'erano i 354,9, cioè i km/h raggiunti da Andrea Iannone in fondo al rettilineo del Mugello, oggi i numeri che spiegano il valore della Ducati sono ancora più convincenti. La Desmosedici che ha vinto gli ultimi tre GP con Andrea Dovizioso e Jorge Lorenzo e che punta al Mondiale costruttori – la Honda è distante soltanto 23 punti a sei GP dalla fine – porta con sé molte cifre ragguardevoli in più rispetto alle velocità di punta del motore universalmente riconosciuto come il più potente della griglia. Eccone qualcuna.

10: sono gli anni trascorsi dall'ultima tripletta di successi consecutivi della Rossa. Nel 2008 era stato Casey Stoner a trionfare in Gran Bretagna, Olanda e Germania, una striscia positiva interrotta a Laguna Seca da Valentino Rossi e dal suo sorpasso al Cavatappi ai danni dell'australiano. In questo 2018, la Ducati ha vinto a Brno e Misano con Dovizioso e al Red Bull Ring con Lorenzo, una striscia che poteva essere più lunga visto che a Silverstone le due Rosse ufficiali sarebbero partite dalla prima fila.

3: entrambi i piloti ufficiali hanno vinto tre GP a testa in questo 2018, emblema dell'eccellenza raggiunta dalla Desmosedici, portata al limite da entrambi i propri piloti. Dovi ha trionfato in Qatar, Repubblica Ceca e San Marino-Riviera di Rimini, Jorge in Italia, Catalunya e Austria. L'ultima Casa ad avere almeno due piloti con tre successi ciascuno nello stesso anno era stata la Yamaha, non a caso in quel 2015 in cui Lorenzo e Rossi erano stati dominatori e si erano giocati il titolo fino alla famigerata ultima gara di Valencia. Per la Ducati il “doppio tris” è una novità in MotoGP.

394: è il tetto dei punti conquistati dalla Ducati in un solo Mondiale, avvenne nel 2007 in cui la Rossa trionfò con il titolo costruttori ad accompagnare il Mondiale di Stoner. Un risultato che fu frutto di 11 vittorie, dieci di Stoner e una di Loris Capirossi. Oggi la Ducati è a quota 284, a -110 punti dal record e con sei GP da disputare. Battere il primato è difficile, ma con tre vittorie e altre tre podi (risultati alla portata) sarà possibile.

1: la Ducati non vinceva a Misano dal 2007, e per la prima volta ha completato la doppietta italiana visto che con Lorenzo aveva trionfato al Mugello. Il successo su piste decisamente differenti è il timbro sulla bontà tecnica della moto bolognese, e sulla possibilità per più piloti di andare al top con la Ducati. «Fino a quattro-cinque anni fa, su questa moto andava forte soltanto un pilota» ha detto il tester Michele Pirro nell'intervista esclusiva su Motosprint numero 38 in edicola da oggi. «La differenza è stata quando si è formata la struttura con Gigi (Dall’Igna), Paolo (Ciabatti) e Davide (Tardozzi), perché hanno sempre remato nella stessa direzione».