Marc Marquez, Pecco Bagnaia e Jorge Martin toccheranno ferro, ma la storia recente del Motomondiale dice che vivere il viaggio verso la trasferta in Asia e Australia da leader della classifica è spesso garanzia di titolo. Certo, dipende anche dal vantaggio sugli inseguitori, e in questo caso il +72 di Marquez su Andrea Dovizioso (secondo soltanto al +75 su Dani Pedrosa a questo punto dell'annata nel 2014) è un'ipoteca sul titolo. Al contrario non creano garanzie il +19 di Bagnaia su Miguel Oliveira e tantomeno il +13 di Martin su Marco Bezzecchi. Tuttavia la statistica parla chiaro: da quando il Mondiale è diviso tra MotoGP, Moto2 e Moto3, soltanto tre volte su diciotto il leader del Mondiale dopo Aragón non è stato tale anche dopo Valencia. Segno che quanto mostrato dai primi sei mesi della stagione fa spesso fede anche nei conclusivi due. 

La speranza di Bagnaia: rispetto al passato, in questo 2018 la trasferta extra-europea di fine stagione avrà una tappa in più, con l'aggiunta della Thailandia a precedere Giappone, Australia e Malesia, e questo potrebbe rimescolare ulteriormente le carte almeno in Moto2 e Moto3. Ma Bagnaia sa bene che difendere il primato a questo punto dell'annata è, almeno statisticamente, più probabile che perderlo. Anche quando il vantaggio non è ampio. Se si parla di margini risicati, il +13 di Martin su Bezzecchi è il quarto vantaggio più contenuto al momento di lasciare Aragón: soltanto Johann Zarco (+1 su Alex Rins in Moto2 nel 2016), il povero Luis Salom (+9 su Alex Rins e +12 su Maverick Viñales in Moto3 nel 2013) e Alex Marquez (+11 Jack Miller nella Moto3 del 2014) erano andati in Asia con un divario meno consistente. E in due casi su tre, Zarco e Alex Marquez, il battistrada aveva comunque difeso la leadership fino in fondo. 

Il precedente di Valentino: tre volte su diciotto è invece avvenuto il sorpasso. Emblematico il caso della Moto3 del 2013, quando vinse il terzo incomodo Viñales, capace di scavalcare Salom e Rins. In Moto2, il sorpasso avvenne nello stesso anno, quando Pol Espargaró rimontò il -20 da Scott Redding, complice l'infortunio al polso dell'inglese nelle prove in Australia. In MotoGP il sorpasso risale al 2015, quando Valentino Rossi arrivò a Motegi sul +14 nei confronti di Jorge Lorenzo, divario portato poi a +18 dopo il GP Giappone, ma poi arrivò il convulso finale con il maiorchino a precedere tre volte su tre il pesarese e a conquistare il titolo nella famigerata gara di Valencia.