Durante gli ultimi giri del gran premio thailandese hanno mandato in visibilio i 100 mila fan presenti sugli spalti. Un contesto di passione che ha sorpreso gli stessi piloti per atteggiamento e sportività. Marquez e Dovizioso hanno scritto l'ennesima bella pagina di motociclismo non risparmiandosi fino all'ultima curva, dove poi lo spagnolo ha calato il suo asso portando a casa una vittoria che significa molto anche in termini di contenuti. Battere il rivale ducatista in un corpo a corpo era la ciliegina sulla torta che mancava nella straordinaria stagione di Marquez. C'è riuscito. E ora si gode i 77 punti di vantaggio in attesa di vincere il Mondiale magari già a Motegi. 

PARAGONI IMPORTANTI - A fine gara grandi sorrisi, abbracci e strette di mano. I due si rispettano. Marquez, forte del successo, si è lasciato andare a un paragone importante ma non campato in aria: «Siamo come Schwantz e Rainey, io assomiglio più a Kevin perché arrivo sempre in frenata con la moto scomposta, ma vorrei poter guidare come Rainey». Anche Dovizioso nel dopo gara è stato al gioco: «Io scelgo Wayne, i nostri stili di guida e le moto creano questa grande differenza tra di noi. Non si può guidare la Ducati come fa Marc e la Honda come faccio io». Differenze di moto e di stile dunque. Ma il paragone non è azzardato: su youtube è facile trovare le immagini fantastica sfida tra Schwantz e Rainey del 1991 sul tracciato di Hockenheim. Una staccata da brividi del mitico numero 34 con la ruota posteriore che si alza da terra. Non tanto distante dal numero di Marquez sul circuito di Buriram.