Quanto significherà il dato, lo dirà il futuro, a cominciare dagli ultimi quattro GP stagionali. Ma per prima cosa è giusto prenderne atto: le vittorie di Fabio Di Giannantonio e Pecco Bagnaia a Buriram hanno restituito all’Italia il predominio stagionale sulla Spagna in termini di gare vinte. Il nostro motociclismo è salito a 18 successi contro i 17 degli iberici. Al tempo stesso, però, è necessario ricordare che la Spagna ha due titoli in mano sulle tre categorie, perché a Marc Marquez basterà precedere Andrea Dovizioso a Motegi per laurearsi campione del Mondo per la settima volta, mentre Jorge Martin è salito a +26 su Marco Bezzecchi in Moto3. 

Italia senza "buchi": l’Italia, che beneficia della maggiore attenzione dei team (da Gresini a Simoncelli fino a Sky) e di strutture come la VR46 Academy, vince a livello di distribuzione delle vittorie: il dominio in Moto2 (nove successi) è affiancato da un buon bottino in Moto3 (sei vittorie in 14 GP) mentre in MotoGP i tre trionfi di Dovizioso hanno tenuto alta la bandiera tricolore. La Spagna ha dominato la classe regina con Marquez e Jorge Lorenzo (10 vittorie), guidano la Moto3 (sette successi) ma sono ancora a secco in Moto2. 

Crescita vertiginosa: Il dato la dice lunga, comunque, sullo stato di salute del movimento italiano nel Motomondiale. Nel 2013, non un secolo fa, l’Italia chiudeva l’annata con una sola vittoria contro le 47 spagnole. E ancora la scorsa stagione vedeva un predominio iberico: 28 successi contro i 22 italiani. L’Italia ha perso la prima punta - ciò che Valentino Rossi è stato per oltre un decennio, oggi è rappresentato da Marquez – ma in questo 2018 ha portato al successo otto piloti, il doppio rispetto alla Spagna. E ancora più incoraggiante è la loro età media, inferiore ai 25 anni, con due Over 30 (Dovizioso e Mattia Pasini) e gli altri tutti Under 22, da Bagnaia a Lorenzo Baldassarri, da Bezzecchi a Di Giannantonio, da Enea Bastianini a Lorenzo Dalla Porta. È immediato credere che per qualcuno di loro sia soltanto l’inizio di una carriera radiosa. E gare come il GP Thailandia della Moto2, con la doppietta Bagnaia-Marini, e della Moto3, con il podio tutto tricolore con Di Giannantonio, Dalla Porta e Foggia – altro dato inedito, nessun romagnolo o marchigiano tra loro tre – e una cinquina sfumata soltanto per la caduta di Bezzecchi e Bastianini, dicono che l'Italia ha ritrovato la propria base. E il proprio futuro.