Non è stato soltanto il modo in cui hanno creato una scuola, con un'autentica filiera che parte dalle età più tenere, a rendere il movimento spagnolo come un precursore nel motociclismo. Oggi la Spagna, patria di Marc Marquez, della Dorna, di quattro GP nel calendario del Motomondiale e di tanto altro che la rende il Paese di riferimento per questo sport, apre una nuova era. Chi vorrà vedere la MotoGP in Spagna dovrà farlo in una maniera nuova che in Italia abbiamo iniziato a sperimentare negli ultimi mesi attraverso il campionato di calcio e altri eventi (come la stessa Liga spagnola). A rilevare i diritti TV della MotoGP in Spagna è stata infatti DAZN.

Un'altra via: il contratto con Movistar è scaduto e il gruppo uscirà anche dal ruolo di main sponsor del team ufficiale Yamaha, e a rilevarlo con un contratto quadriennale è stata la piattaforma visibile in streaming su computer, tablet, smartphone o attraverso Smart TV. Di fatto è una novità per un Paese di primo piano, che fa entrare la Dorna e il Motomondiale in una nuova epoca. «È un nuovo capitolo della storia della MotoGP» ha confermato Manel Arroyo, managing director della Dorna. «Questo accordo cambierà il concetto di offerta per il pubblico spagnolo, puntiamo a far crescere l'audience fino a raggiungere livelli mai toccati prima».

Pacchetto ricco: l'accordo non impedisce la cessione dei diritti di trasmissione di alcuni GP a network televisivi, ma al momento in Spagna si parla di DAZN – gruppo con sede nel Regno Unito ma presente in più di 30 Paesi – come dell'unica certezza per vedere il 2019, con il duello interno alla Honda tra Marquez e Jorge Lorenzo, la rincorsa di Andrea Dovizioso e della Ducati e il tentativo di rinascita della Yamaha con Valentino Rossi. L'accordo riguarderà anche Superbike e CEV, a loro volta gestite dalla Dorna, per un pacchetto che potrebbe accumularsi proprio come in Italia, visto che SkySport manterrà Motomondiale e CEV e dovrebbe acquisire anche la Superbike.