Un anno fa, Pecco Bagnaia aveva “preparato” la cavalcata verso il titolo con una stagione da rookie con quattro podi e il quinto posto in classifica. Di fatto, la sua candidatura all'eredità di Franco Morbidelli era arrivata in modo precoce. Ora, dopo una stagione in cui l'Italia ha dominato laMoto2 conquistando undici successi con quattro piloti differenti – ma di fronte alla nuova era con i motori Triumph e un impatto superiore dell'elettronica - chi sarà l'erede al trono in un 2019 in cui il tricolore sventolerà per nove protagonisti della categoria di mezzo?

Il compagno di team: parecchi indizi portano verso il compagno di Bagnaia nello Sky Racing Team VR46, Luca Marini, che non a caso è stato il leader dei test di Jerez girando in 1'41”5, tempo che avrebbe garantito una comoda pole position nel GP Spagna della scorsa primavera. Dopo i test Marini ha fatto i complimenti a «Kalex, Ohlins e Dunlop per le novità portate». Il fratello di Valentino Rossi è andato sul podio cinque volte negli ultimi dieci GP, vincendo in Malesia, nel giorno del titolo di Bagnaia. Il trampolino di lancio c'è stato, Marini saprà sfruttarlo a dovere? L'alternativa, considerando l'insensata esclusione di Mattia Pasini – incredibile che il veterano non abbia trovato una moto competitiva – è Lorenzo Baldassarri (sotto), vincitore a Jerez e quinto nei test, sempre sulla Kalex del Team Pons. La continuità non è mai stata il forte del marchigiano, ma la velocità non ha mai fatto difetto a Baldassarri, che è andato sul podio cinque volte nel 2018. 

I rookie: sono ben quattro i debuttanti italiani provenienti dalla Moto3. Nicolò Bulega ha sfoggiato il nuovo numero 11 sulla Kalex dello Sky VR46 e 11 è stato relativo anche alla posizione nella graduatoria dei tempi a Jerez. Il diciannovenne è stato nettamente il miglior rookie, togliendosi anche la soddisfazione di precedere Thomas Luthi, appena tornato dopo la fallimentare esperienza in MotoGP, e Brad Binder, tre volte vincitore con la KTM. «Mi sento già a mio agio, c'è un bel motore, anche se devo migliorare nella fase di uscita dalla curva» ha detto Bulega. Gli altri rookie attesi saranno Fabio Di Giannantonio che è stato 16° con la Speed Up («Non avevo mai guidato nulla di più veloce rispetto a una Moto3, al primo impatto la Moto2 mi sembrava una Ferrari!») ed Enea Bastianini, 17° con la Kalex di Italtrans ereditata da Pasini. Più difficoltà per Marco Bezzecchi, 25° ma davanti al compagno Philipp Oettl, complici i problemi delle KTM, che non hanno avuto piloti in Top 10. E il cui rookie principale, Jorge Martin, è finito ko per le fratture al piede destro e al braccio sinistro.