La Ducati sarà la prima a togliere i veli sulle livree e sul team ufficiale del 2019: domani pomeriggio (ore 18, con diretta su SkySport) a Neuchatel, sede del reparto di ricerca e sviluppo della Philip Morris, la Casa bolognese metterà sul tavolo le proprie carte nella corsa a quel titolo che manca dal 2007. Ma mai come in questa era, caratterizzata dalle gomme Michelin e dall'elettronica unica, la Desmosedici GP è parsa la moto migliore sulla griglia. A beneficiare della tecnologia della Rossa saranno Danilo Petrucci e soprattutto Andrea Dovizioso, due volte vice campione del Mondo all'interno di due stagioni in cui ha dominato il duello interno con Jorge Lorenzo (dieci vittorie contro le tre del maiorchino). 

Testardo: «Perseverare è diabolico» disse Sant'Agostino, ma nel caso del Dovi l'accezione è puramente positiva. Il forlivese insegue il primo titolo nella classe regina e nel 2019 vivrà la dodicesima stagione in MotoGP. Nella storia della top class, nessun pilota si è mai laureato campione del Mondo dopo un'attesa così lunga, ma Dovizioso non è certo intenzionato a mollare, soprattutto ora che vive uno stato di competitività mai avuto prima. Negli Stati Uniti, Dovizioso verrebbe definito “late bloomer”, cioè uno sportivo che conosce la propria esplosione tardi, ma di certo va premiata la testardaggine del pilota romagnolo.

Longevo: la perseveranza del Dovi è anche sinonimo di longevità. A quasi 33 anni, che Andrea compirà alla vigilia del GP Argentina, la prima guida Ducati vive uno stato di forma invidiabile. Uno stato con pochi eguali nella storia, se è vero che soltanto due piloti hanno conquistato il primo Mondiale nella top class a un'età più avanzata: Phil Read strappò l'iride della 500 a Giacomo Agostini all'età di 34 anni, nel 1973, mentre Leslie Graham vinse lo storico primo titolo nel 1949 a 38 anni. E negli ultimi 40 anni, soltanto Mick Doohan ha vinto la top class avendo più di 33 anni (nel 1998, il suo quinto Mondiale).

Negli anni più recenti, i più anziani a rompere il ghiaccio nella classe regina sono stati Wayne Rainey (29 anni e 9 mesi), anche se il californiano era soltanto alla terza stagione nella 500, e Alex Criville (29 anni e 7 mesi). Anche per queste ragioni, il tentativo di Dovizioso merita applausi e ammirazione, ancora prima del via.