Jorge Lorenzo ha sempre gradito il centro dell'attenzione. Lo dicono parecchi particolari del suo percorso in MotoGP, dalla teatralità di certe esultanze – con gestualità da torero più che da pilota – alla capacità di rinfocolare certe polemiche anche quando le sue parole non erano strettamente necessarie. Basti ricordare quando fu lui, e non Marc Marquez, a rivolgersi al Tas di Losanna per chiedere che il rivale nella corsa al titolo Valentino Rossi venisse penalizzato nella gara di Sepang del 2015. E di fronte alla richiesta di un soggetto terzo, il Tas respinse la richiesta di intervento all'interno dell'arbitrato tra Rossi e la FIM avanzata dal maiorchino e dai suoi rappresentanti.

Doppia risposta: nelle ultime settimane, però, Lorenzo ha raccolto con una certa frequenza gli spunti per fare polemica. Prima è arrivata l'uscita nei confronti del suo successore in Ducati, Danilo Petrucci. «Danilo non ha ancora vinto un GP ma Jorge ha preso 25 milioni in due anni, la differenza tra loro è questa» aveva detto Alberto Vergani, provocando il maiorchino in merito al contratto-record con Borgo Panigale. «In realtà ha ragione il suo manager, se ignoriamo i 5 titoli, le 68 vittorie e i 146 podi non ci sono differenze» ha replicato Jorge. Poi il botta e risposta si è spostato in ambito spagnolo, e ha coinvolto Aleix Espargaro. La cui opinione in merito al nuovo Team Honda HRC e alla sfida di Lorenzo chiamato a duellare con Marc Marquez a parità di moto («È impossibile per me batterlo sulla stessa moto») ha acceso Jorge. Che per rispondere al pilota dell'Aprilia ha citato Muhammad Ali. «Impossibile è una parola che usano i deboli per vivere facilmente nel mondo che gli è stato concesso, senza cercare di esplorare il potere di cui dispongono per cambiarlo, il mondo. Impossibile non è un fatto, è un'opinione. Niente è impossibile».

Convenienza: Lorenzo ha il diritto di replica, in particolare quando viene chiamato in causa, e la sua parola ha certamente un valore elevatissimo, trattandosi di un cinque volte iridato, tre volte campione del Mondo della MotoGP nonché dell'unico pilota capace di conquistare un titolo (nel suo caso due) da compagno di squadra di Valentino Rossi. Sempre per parlare di grandi sfide a parità di moto. Tuttavia resta il dubbio sulla convenienza e soprattutto sull'effettiva necessità di intervenire pubblicamente in un momento come questo, nel quale si sarà a bocce ferme ancora per poco e oltretutto Lorenzo sarà l'ultimo a salire in moto vista la recente operazione allo scafoide sinistro. Jorge non ha paura della pressione, e di certo questa sarà compagna di viaggio di chi sfiderà Marquez sulla stessa moto partendo in ritardo. Ma siamo sicuri che aggiungere un ulteriore carico di pressione – perché è ciò che avviene con esternazioni di questo tipo – sia davvero una buona idea?