LO scorso anno la Honda e Marquez erano imprendibili, mentre le Yamaha soffrivano. Quest’anno, invece, le M1 sono tornate ad essere le moto da battere ed dopo il GP Repubblica Ceca ci sono due piloti in testa al mondiale, a parità di punteggio. Lorenzo e Rossi, ovvero i piloti ufficiali della Yamaha, che senza fare tanto rumore ha lavorato bene, risolvendo i problemi che avevano fermato le M1 nel 2014. Lin Jarvis, il capo del racing Yamaha, spiega come è stato possibile questo incredibile cambio di passo. Partiamo dal 2014. C’era stata una partenza al rallentatore? "All’inizio della scorsa stagione il dominio della Honda ci ha eclissati. Quando si viene sconfitti bisogna fermarsi e riflettere per capire che cosa non funziona. Quando non si vince bisogna trovare delle soluzioni per tornare a essere competitivi. Le dieci sconfitte consecutive dell’anno scorso che Marquez ci ha inflitto sono state brutali. Per questo abbiamo iniziato a lavorare duramente per migliorare la moto. Oggi tutti parlano del nostro ottimo 2015 ma già nella seconda parte della scorsa stagione siamo riusciti ad ottenere più punti con la nostra coppia di piloti rispetto a quelli della HRC". Quali sono state le modifiche che hanno permesso di iniziare alla grande il 2015? "Sicuramente il continuo sviluppo che abbiamo portato avanti durante tutto l’inverno. Poi c’è da dire che i nostri piloti hanno iniziato la stagione 2015 in ottima forma, fisica e mentale. Parlando di tecnica, dopo le sconfitte dell’anno scorso abbiamo migliorato le parti più deboli: frenata, grip, entrata in curva e accelerazione. Perdevamo un po’ dappertutto... Noi, oltre ad avere trovato le soluzioni ai problemi, siamo partiti molto determinati, con la voglia di vincere. Marquez, invece, ha faticato ha trovare il giusto feeling con la moto e Pedrosa si è dovuto operare: il suo problema al braccio potrebbe essere legato alla caratteristiche di guidabilità della moto. È necessario un grande sforzo fisico per gestire una Honda RC213V ufficiale ed è probabile che lo stile di guida abbia aggravato un disagio già esistente. Proprio per questi motivi, Marc è stato costretto a modificare la moto dopo essere caduto per ben tre volte. È così che analizzo gli eventi che hanno portato Yamaha allo stato attuale: il grande lavoro della squadra con i piloti e gli errori della Honda". La nuova M1 non è la moto più veloce in rettilineo però Lorenzo e Rossi sono in testa al mondiale… "Penso che questa sia la filosofia di Yamaha: l’uomo e la macchina devo essere in perfetta armonia. Alla fine potremmo anche creare una moto molto potente, però se il pilota non ha delle buone sensazioni è impossibile ottenere dei buoni risultati. Valentino ha lavorato molto su questo nel corso degli anni e abbiamo sviluppato la moto partendo da una buona base, facendo in modo che Rossi si sentisse a suo agio alla guida. Anche con Jorge è successa la stessa cosa: quando lui trova il giusto feeling con la moto diventa un pilota quasi perfetto. Lo abbiamo visto quest’anno: in cinque gare ha primeggiato dall’inizio fino alla fine del weekend. Questo può rendere noioso lo spettacolo, però gli intenditori di moto saranno d’accordo se dico che Jorge in azione è veramente speciale". Jarvis_Piloti Che strategia userete da ora in avanti? "Dovremo percorrere la nostra strada, senza pensare se Marquez è fuori dalla corsa al titolo. Ancora mancano molti punti e Marc potrebbe ottenerne tanti nelle prossime gare. Lui è capace di farlo... Ci sono diversi circuiti dove le nostre moto ed i nostri piloti sono favoriti. Per questo motivo sono fiducioso ma non tranquillo. Nel motociclismo non si sa mai che cosa può succedere...". Pensi che il campionato si deciderà a Valencia? "Si, certo. Guardiamo come sono andare le cose fino ad ora: Valentino ha preso il vantaggio, poi Jorge si avvicinato ed è andato al comando della classifica. Ci sono un sacco di variabili. È un campionato imprevedibile. Se guardiamo le ultime sei o sette gare, nessun pilota è stato in grado di accumulare un distacco importante. Tenendo conto che mancano sette gare è molto probabile che arriveremo a Valencia in una situazione simile a quella attuale. Penso che prima della gara in Malesia non sapremo come andrà a finire". Hai mai visto Rossi così ambizioso? "Direi di sì... È tornato così in forma dopo cinque anni dal suo ultimo titolo del 2009 e questo è incredibile. Essere in testa alla classifica di campionato fino all’ultima gara è qualcosa di fenomenale per chi ha 36 anni e compete con piloti molto più giovani di lui. La sua motivazione è enorme: la sua attenzione al dettaglio è sempre la stessa. Lo considero più bravo che mai. Il modo in cui è riuscito ad adattare il suo stile di guida nel corso degli anni è incredibile. Solo pochi atleti, di qualsiasi sport, sono stati capaci di effettuare dei cambiamenti così significativi per adattarsi ad un nuovo modo di gareggiare. Pochissimi ci sono riusciti con il capolinea della carriera in vista. Penso che Rossi sia speciale, soprattutto per merito la sua passione". Jarvis podio Cosa ti aspetti dal GP Gran Bretagna? "Penso che possiamo piazzare i nostri due piloti sul podio e uno potrebbe vincere la gara. Silverstone è una pista più favorevole a Jorge che a Valentino. Sappiamo che Lorenzo è sempre stato forte su questo tracciato ed è stato protagonista di grandi battaglie insieme a Marquez. Credo anche che Marc andrà molto forte per tutto il fine settimana. Però, se Jorge manterrà il ritmo di Brno... Indipendentemente da tutto... prego perché non piova!".