E’ successo ciò che sembrava impossibile. Marc Marquez ha conquistato il quinto titolo iridato con tre gare d’anticipo. Lo ha fatto a Motegi, sulla pista Honda, davanti ai vertici della Casa Alata impazziti (si fa per dire, sono pur sempre giapponesi) di gioia.
Una domenica così sarebbe difficile da raccontare anche per il miglior cantastorie ma Marc, davanti al microfono, tira fuori tutto ciò che ha tenuto dentro per molte gare. Sono parole che arrivano dal cuore, le sue. Non risparmiano gli avversari (com’è giusto che sia, nello sport) e fanno anche una sorta di analisi della sua crescita. 

“E’ una sensazione fantastica. Avevo detto che sarebbe stato impossibile vincere il titolo qui ma man mano che passavano i giri ho iniziato a crederci. Quando ho visto che Rossi è caduto al terzo giro ho iniziato a spingere e quando dal muretto mi hanno detto che anche Lorenzo era out ci ho messo un attimo per tornare lucido. Infatti ho anche commesso un errore, perdendo una marcia… è stato difficile riuscire a concentrarmi di nuovo ma alla fine è andato tutto bene. Tornare numero uno è bello e farlo a casa della Honda lo è ancora di più. Al box abbiamo svolto un gran lavoro e oggi, posso ammetterlo, ho avuto anche molta “fortuna” ma tornare in alto dopo un 2015 difficile era importante. A chi lo dedico? A mia nonna, scomparsa quest’anno. Se sono cresciuto? L’anno scorso andavo forte in prova e cadevo in gara, quest’anno in prova sono scivolato qualche volta per trovare il limite mentre in gara ho corso senza esagerare. Ho imparato a gestire le situazioni e la stagione ma ho capito che dovevo farlo solo quando ho perso il campionato a causa dei miei errori. E’ un prezzo che ho pagato caro. Quest’anno è andata diversamente, è stata una grande stagione”.