La disfatta Honda è arrivata nel momento meno opportuno. Non qualcosa di estremamente irrimediabile, certo, ma pur sempre di disfatta si parla, dato che Marc Marquez, con la rottura del motore avvenuta durante la gara nell'ultimo Gp di Silverstone, non solo si è fatto svanire la possibilità di salire sul podio e guadagnare punti importanti per il campionato, ma ha perso anche la vetta della classifica.

TANTO IL LAVORO ANDATO IN FUMO - Una prima posizione che aveva faticato molto a raggiungere, dato un inizio di campionato non troppo felice per lui dove, tra la Francia e l'Argentina, aveva collezionato due zeri importanti cadendo in gara. Ma si era rialzato, così come la sua RC213V che, man mano che il campionato andava avanti, è riuscita a crescere notevolmente sia in accelerazione che per quanto riguarda l'elettronica; tanto che prima dello stop estivo, ovvero nel Gp del Sachsenring, il pilota spagnolo era riuscito a vincere e a riprendersi la vetta della classifica, seppur con un margine minimo di distacco rispetto agli avversari.

MA IN INGHILTERRA QUALCOSA E’ ANDATO STORTO - A sette giri dalla fine, mentre Marc era in lotta per il podio, ha avuto un guasto tecnico, gli si è rotto il motore, mandando letteralmente in fumo la sua gara. Un incidente di percorso, quello in casa Honda, che sicuramente, data la credibilità dei motori giapponesi, avrà delle grosse ripercussioni per il futuro. L'ultimo motore MotoGP rotto dell'azienda giapponese, risale infatti al 2007 (dieci anni fa), capitò a Nicky Hayden durante la gara di Phillip Island.

I CASI RECENTI PIÙ’ ECLATANTI - Stesso scenario, stessa fumata bianca, che noi italiani abbiamo ancora negli occhi ricordando il Mugello dello scorso anno, quando Valentino Rossi, in sella alla sua Yamaha M1 (nella storica gara “di casa”) ruppe il motore finendo la sua corsa tra la ghiaia e il dispiacere del suo pubblico. Anche a Lorenzo, suo compagno di team, accadde lo stesso, ma durante il warm up: una doppia rottura per la casa di Iwata che portò tutta la squadra a rivedere alcune modifiche che erano state fatte proprio in vista del Mugello.

DIPLOMATICO MARQUEZ - E come loro, adesso sarà la Honda a doverci vedere chiaro su quanto accaduto. Il propulsore montato sulla moto di Marquez, infatti, sembra che fosse ancora molto “giovane” (infatti sarebbe stato impiegato soltanto per 12 uscite tra il Gp di Brno e quello di Silverstone). Intanto, la casa di Tokyo, mentre ancora la gara inglese era in atto, ha mandato una mail di scuse al pilota che, in modo molto diplomatico, ha risposto che sono cose che possono succedere e che a Misano andrà sicuramente meglio.