Il fine settimana che si è concluso a Misano ha portato con sé uno strascico di polemiche che di certo a noi italiani non fa onore. Come accaduto anche al Mugello, ancora una volta il pubblico di casa ha riservato a Marc Marquez una valanga di fischi ed insulti, non solo sul podio, ma anche durante l'inno (cosa spiacevolissima da vedere e sentire) e durante le sue cadute avvenute in prova e nel warm up.

INGIUSTIFICABILE - E se il pilota spagnolo, “perdona” ai tifosi avversari qualche fischio, non giustifica in nessun modo la felicità del pubblico durante le cadute: ”i fischi mi hanno reso triste – commenta Marquez – posso però capire certi comportamenti durante le premiazioni, ma non gli applausi ironici dopo una caduta, come è successo a me quando sono caduto nel warm up. Quando siamo in pista siamo sempre al limite, guidiamo a 300 Km/h e ogni volta mettiamo in gioco la nostra vita, mi auguro che i miei tifosi non facciano mai una cosa simile nei confronti di altri piloti”. Anche durante le qualifiche, la caduta dello spagnolo aveva destato nel pubblico una grande ilarità tanto che il pilota, mentre passava con lo scooter per tornare ai box, si è messo a tirare baci ai tifosi avversari che tanto lo schernivano e insultavano.

LA SOLIDARIETA' DEI COLLEGHI - Questi atteggimenti irrispettosi da parte del pubblico sono stati notati anche da altri piloti, e Andrea Dovizioso ha commentato quanto accaduto condannando certi comportamenti tipici dei tifosi italiani, ma anche di quelli spagnoli: “solo persone di basso livello possono mettersi a fischiare. In realtà vengono fatti sia in Italia a Marquez che in Spagna a Valentino ma sono davvero ridicoli e imbarazzanti. Ci vorrebbe più educazione e sportività, penso che bisognerebbe ammirare gli avversari e i piloti in generale e non fischiarli, ma le mie parole contano poco, perchè a quanto pare la situazione difficilmente cambierà.