Campione del mondo uscente in Moto2 e approdato in Motogp da neppure un mese, con soli due giorni in sella alla RC213V a Valencia e due a Jerez. Franco Morbidelli meglio di così non poteva proprio fare e anche nella pista a sud della Spagna ha dimostrato di essere un gran lavoratore e di voler arrivare a guidare bene la sua Honda del team Estrella Galicia Marc VDS.
Dopo il sedicesimo posto a Valencia in cui però era distaccato di meno di 2 secondi da Marc Marquez primo in classifica, a Jerez si è migliorato ulteriormente ottenendo un 14esimo posto nella prima giornata e un 11esimo posto nella seconda con un tempo di 1:38.923 lasciandosi alle spalle anche Scott Redding e Takaaki Nakagami. Tanti giri fatti per Franco e un lavoro scrupoloso sugli assetti per cercare il giusto feeling, senza dimenticarsi l'elettronica che per il pilota italiano, miglior rookie di questi test è una novità.

IL PUNTO DELLA SITUAZIONE – Al termine della due giorni di test, e su una pista a lui sconosciuta in sella alla MotoGP, Morbidelli può fare una prima lista di pro e contro:“abbiamo avuto una buona giornata – dice - anche se ho incontrato qualche difficoltà in più rispetto ai primi test di Valencia. Credo che a Jerez necessito di maggior aiuto e di una miglior messa a punto della moto. Stiamo lavorando a poco a poco perché, per il momento perdo velocità in percorrenza di curva. Però possiamo lavorare tanto sul prototipo e non pensare all’elettronica, visto che quanto sta facendo HRC è ottimo. Il nuovo asfalto sta facendo la differenza, è liscio come un biliardo e ha tantissima aderenza anche se la temperatura è più bassa di quando corriamo qui”.