Diciamoci la verità: abituati a vederlo concentrato durante la stagione agonistica, siamo rimasti (piacevolmente) sorpresi nello scoprire anche il lato scherzoso e rilassato del “marziano” Marc Marquez. E’ successo in occasione dell’Honda Racing Thanks Day di Motegi, a cui il fresco campione del mondo della MotoGP ha partecipato insieme al compagno di squadra Pedrosa e a tutti i piloti ufficiali a due e quattro ruote della Casa Alata. Lo spagnolo che “rimane in piedi anche quando cade”, nel divertente Giappone, tira fuori quell’animo da ragazzo (in fondo lo è ancora, nonostante i 6 titoli mondiali già vinti) desideroso di qualche meritato momento di leggerezza e spensieratezza. Lo si capisce quando si scambia battute con Dani e con gli altri piloti, quando fa l’istrione con i fans o quando finge di “fare a pugni” con Kochira, la mascotte del circuito. All’intervista, che Honda ha organizzato quasi esclusivamente per noi di Motosprint, arriva con la voglia di parlare. Di tutto. Dalla stagione appena conclusa all’addio di Suppo, passando per il contratto in scadenza a fine 2018.

- Se potessi scegliere un fotogramma della tua stagione 2017, quale sceglieresti?

“Un’immagine divisa in due. La prima, quella che va dalla prima alla sesta gara, piuttosto difficile. Durante quei round ho impiegato tempo per conoscere e mettere a punto la moto e non sono stato veloce come avrei voluto. La seconda, a parte un paio di round sfortunati, assolutamente perfetta anche grazie all’arrivo della nuova gomma anteriore Michelin, più performante e affidabile della precedente. Al box, dopo il Montmelò, abbiamo trovato il giusto equilibrio da ogni punto di vista, un bilanciamento azzeccato della moto che ci ha permesso di fare la differenza fino all’ultima gara”.

- Puoi fare un bilancio dei primi test pre-2018?

“Non abbiamo ancora tutte le informazioni necessarie per fare un primo quadro completo. Il motore mi piace e mi convince molto e nei prossimi test capiremo quale soluzione sarà la più adatta per la stagione 2018 mentre per quanto riguarda il telaio, su cui è fondamentale lavorare in accoppiata con il propulsore, cercheremo nelle prossime uscite di toglierci quei normali dubbi di “gioventù” nati alla fine dei primi test”.

- Ultimamente il tuo nome è stato accostato a KTM e Ducati e a breve dovrai fare una scelta che condizionerà la seconda parte della tua carriera. Come ti senti?

“Quando vinci un mondiale è tutto facile e bello, in questa “grande famiglia” Honda. Qui sto bene, mi ricorderò sempre di chi ha creduto in me portandomi in MotoGP e rischiando molto affidandomi la moto ufficiale al primo anno. Nonostante ciò, quando devi firmare un nuovo contratto non puoi chiudere nessuna porta, devi ascoltare tutti e fare la scelta giusta per te in quel preciso momento”.

- A 24 anni hai già vinto 6 mondiali. Ogni tanto ti capita di sentirti talmente appagato da pensare ad un ritiro anticipato tipo quello di Rosberg?
 
“Non ci penso. Non so se riuscirò ad essere sportivamente longevo come Valentino ma penso che correrò ancora per molto tempo perché ho ancora tanta voglia di vincere. Fino a quando avrò gli stimoli e la mentalità per farlo, sarò in pista”. 

- Il prossimo anno sarà decisivo anche perché per la prima volta da quando sei approdato in MotoGP non avrai più il supporto di una persona importante al box come Livio Suppo… 

“Quando giri il mondo per tanti anni e quando vivi il paddock molti giorni all’anno può capitare di avere bisogno di un periodo di stop. Insieme abbiamo vinto 4 mondiali in 5 anni è stato un periodo splendido. Lui ora fatto una scelta, non so quali siano i suoi piani per il futuro ma sarà importante sostituire questa figura, secondo me fondamentale, nel team”.

- Che stagione sarà, la prossima? 

“Sarà un anno fantastico: Dovizioso ci riproverà, Vinales e Lorenzo cresceranno ancora, Rossi vorrà dimostrare di essere ancora forte e Zarco non sarà più una sorpresa”. 

- Sei d’accordo anche tu con la teoria che in questa MotoGP livellata dalle gomme uguali e dalla stessa centralina, la differenza nella lotta al titolo non la fa più chi ha la moto migliore ma chi ha il pilota più forte? 

“Negli ultimi anni il regolamento è cambiato e il pilota è diventato sempre più importante. Mi piace pensare che chi guida contribuisce maggiormente a fare la differenza, non solo in condizioni di asfalto bagnato. Fino a sei anni fa era il pilota che puntava alla moto migliore. Adesso, invece, succede il contrario: sono i team a cercare i piloti migliori”. 

- Come passerai la pausa invernale? 

“Con la normalità di un 24enne, stando con la mia famiglia e i miei amici, giocando a padel o a calcio per divertirmi e mantenermi in forma e alla Playstation per rilassarmi. E dormendo, molto”.