C'è sempre tempo per un'intervista al campione del mondo Marc Marquez, e quale momento migliore se non davanti ad una birra durante l'evento organizzato dallo sponsor Estrella Galicia 0,0? A riportare le parole dello spagnolo è il giornale online Marca.com, dove, durante l'intervista ha parlato del campionato appena terminato, del suo futuro, ma anche di Joan Mir e Franco Morbidelli, pilotti appunto del team Estrella Galicia Marc VDS, senza dimenticare suo fratello Alez Marquez.

IL SOGNO NEL CASSETTO – Insieme ai campioni del mondo di Moto3 (Joan Mir) e Moto2 (Franco Morbidelli), Marc Marquez non ha potuto fare a meno di ricordare anche suo fratello Alex, pilota della Moto2, che un giorno vorrebbe al suo fianco: “ho 24 anni e la mia motivazione rimane la stessa, - dice - quella di continuare a crescere, quella di migliorarmi anno dopo anno senza ripetere gli errori del passato. Ogni anno è una sfida diversa, un sogno che ho è di poter competere un giorno con o contro mio fratello in Motogp, il che sarebbe fantastico, sta facendo un ottimo lavoro in Moto2 ".
“È chiaro  - prosegue - che non lo tratterei come gli altri, sarebbe impossibile. Tutto resterebbe in famiglia e se accadesse, sarebbe molto bello. Prima però deve vincere. Deve continuare a fare quello che sta facendo, cioè lavorare sodo.”

PILOTA O ALLENATORE? - A Marc Marquez è stato poi chiesto come ha visto suo fratello in sella ad una motogp durante i test di Jerez, quando è sceso in pista a fianco di Franco Morbidelli per sopperire all'assenza dell'infortunato Tom Luthi: “Beh, sono rimasto piuttosto sorpreso, ha girato piuttosto bene perché era a due secondi dal totale del track record, cosa che è stata fatta lo stesso giorno da Dovizioso. Per lui è stata una grande opportunità, un regalo, e ne ha approfittato, ora però deve tornare in Moto2 e pensare al prossimo campionato". 
Durante le due giornate di test Marc è stato ad osservare dal muretto e ai box del team Estrella Galicia per consigliare suo fratello...un futuro coach? "Allenatore? - scherza il campione del mondo - "Più che altro sono andato a divertirmi, volevo vederlo, aveva anche una moto come la mia, gli ho dato qualche consiglio. Il primo giorno gli ho detto ben poco, soltanto vai dove ti porta la moto."

LA HONDA 2018 – Intanto, già da adesso la cosa più importante a cui pensare è la prossima stagione 2018, alcuni test già effettuati con il nuovo prototipo, ma ancora diversi elementi su cui la Honda dovra migliorare: “ci sono cose che possono essere migliorate. - ha spiegato Marquez -  La moto migliore, quella teorica, a volte, in pratica, fallisce ... Al momento, la prima impressione, a Valencia, è stata abbastanza buona, ma dobbiamo aspettare in circuiti dove siamo un po' più al limite. Abbiamo lavorato per guadagnare in stabilità e accelerazione.”

UN FUTURO FATTO DI STIMOLI – Poi, l'ultima domanda che da mesi è diventata il tormentone della motogp: Marc Marquez lascerà la Honda per approdare ad un nuovo team? “Il mio sogno da quando ero piccolo  - conclude - è quello di far parte del team più importante e più potente, ed è la Honda, quindi sono nel mio sogno. Per il momento, a 24 anni, non devo cercare motivazioni extra. Quando cambi team è perché hai bisogno di motivazioni in più, perché pensi che quel team sia il migliore, o perchè vuoi nuovi stimoli e al momento, il mio corpo non ne ha bisogno, ma alla fine, devi scegliere il meglio per la tua carriera.”