Andrea Dovizioso ha siglato una stagione incredibile, lo scorso anno: in sella alla Desmosedici è salito sul gradino più alto del podio per ben sei volte, più di ogni oltre nella stagione. E ha perso la corsa al titolo per pochissimo, conquistando il titolo virtuale di vicecampione del mondo alle spalle di Marc Marquez.

Non altrettanto prestazionale è stato il suo nuovo compagno di squadra, Jorge Lorenzo, che ha patito un po’ nel passaggio dalla Yamaha alla rossa di Borgo Panigale, e che come miglior risultato ha siglato un secondo posto in Malesia, arrivato dopo due terzi posti. In classifica iridata si è piazzato settimo. Un po’ pochino, forse, considerando l’ingaggio di 12 milioni di euro. Lecito aspettarsi che per la prossima stagione Andrea Dovizioso chieda qualcosa in più.

Ma Paolo Ciabatti, direttore sportivo di Ducati Corse che, un’intervista rilasciata al Corriere dello Sport, ha fatto capire che pagare due stipendi tanto elevati non sarà possibile per Ducati.

UN'OFFERTA IN LINEA - “Ovviamente a noi piacerebbe confermarli entrambi, ma i budget non sono infiniti e non si può spenderlo tutto in una direzione precludendosi margini per lo sviluppo”, ha detto Paolo Ciabatti. “Ovviamente siamo consapevoli che Dovizioso si aspetti una offerta in linea con i suoi ultimi risultati. Ottenuti, bisogna ammetterlo, grazie alla sua grande crescita personale e ad uno stato di forma eccezionale, ma anche grazie al supporto e alla competitività della sua Ducati.

"Sei Gran Premi non si vincono per caso. Ci sono state delle gare, Brno, Aragon, Phillip Island, dove abbiamo faticato di più ed infatti l’obiettivo è proprio quello di migliorare lì dove siamo stati deboli, in modo da consentire ai piloti di portare a casa più punti possibili anche in situazioni di difficoltà.

“Inizieremo presto a parlare con Andrea. Lui si aspetta un ingaggio in linea con quello degli altri top rider, discuteremo di garanzie economiche, ma anche tecniche. Sarà una trattativa complicata. Inizieremo a parlare già dopo i test di Sepang di fine mese”, conclude Ciabatti.