Danilo Petrucci è stato protagonista di una lunga intervista durante il programma “Tutti convocati” di Radio24. Il pilota ternano, portacolori Ducati del Team Octo Pramac, ha parlato a 360 gradi della MotoGP, della stagione 2018, del suo rapporto con la vittoria e degli avversari. 

OSSESSIONE PER LA VITTORIA - “Lo scorso anno sono arrivato molto molto vicino a vincere, ma non è stata mai un’ossessione anche perché ho visto che comunque quando sei a lottare per il podio è molto vicina la vittoria quindi l’importante è essere capace di stare lì nei primi 4-5. Poi la differenza la fa delle volte la condizione, il caso, delle volte veramente devi trovarti al posto giusto nel momento giusto. Mi viene in mente Assen dove ho perso la gara per un doppiato. Ora ho capito un po' quello che bisogna fare per vincere, adesso il difficile sarà farlo ed essere un po' più metodici, un po' meno passionali nella guida”.


 
UNA BELLA CALMATA - “Ho sempre un po' di stile ruspante però per fare l'ultimo decisivo scalino, per fare veramente la differenza tutte le gare, devo un po' lasciare da parte l'istinto, devo un po' calmarmi sotto quel punto di vista. Poi per il resto quando c'è da rischiare qualcosa sono sempre pronto, ma devo diventare un po’ più tecnico”.
 
C’E’ PIU’ GUSTO, A FINE GARA - “Guadagno 50 volte meno di Lorenzo? Per il momento è facile dire che i soldi non fanno la felicità, figuriamoci per me. Nonostante siamo 23-24 ragazzi molto molto bravi, tutti abbiamo una gran voglia di vincere che va al di là di quello che guadagni, di quello che è il nome, quanto sei famoso ecco. Nella fattispecie devo dire che mi ha dato gusto arrivare davanti a chi guadagna molto più di me. Ho pensato: ‘tu guadagnerai più soldi ma io stasera vado a casa più felice perché ti ho lasciato dietro’”.
 
MARQUEZ? NON HA PAURA DI FARSI MALE - “L’anno scorso nei primi test delle prime tre gare Viñales sembrava imbattibile, sembrava diverso da tutti poi non è chiaro cosa sia successo. Diciamo che all'inizio del campionato solitamente i test lasciano nascoste molte cose. La Yamaha di Rossi e Viñales sono una coppia fortissima, per me Marquez ha qualcosa di più a livello proprio personale, nel senso che al momento sembra che lui non abbia assolutamente paura di farsi male o di cadere diciamo di rischiare oltre il dovuto e l'anno scorso è stato veramente forte, mi ha impressionato perché comunque, nonostante Dovizioso stesse lì, lui ha sempre cercato di dargli lo strappo anche quando non serviva. Marquez lo vedo sicuramente con me come favorito, ma io non elimino quelli che abitualmente arrivano davanti: Dovizioso, Viñales, Rossi, Pedrosa ci metto anche Lorenzo perché rispetto all'anno scorso ha più la moto in mano e poi mi piacerebbe starci anch'io qualche volta tra questi qui”.
 
PUNTO A BATTERLO - “Mi darebbe più gusto battere Marquez perché anche per età siamo vicini e quindi penso che sarà uno di quei problemi che mi porterò avanti per tutta la vita, mentre Valentino tra un po' smetterà e poi il suo l'ha dato, io mi sono trovato a far parte della  ‘Generazione Valentino Rossi’ che io guardavo in televisione appena nato o quasi e adesso me lo ritrovo a correre insieme quindi per me è una cosa abbastanza particolare, al di là del rapporto che abbiamo fuori dalla pista, Marquez è un avversario che per i prossimi anni monopolizzerà la sfida”. 
 
ROSSI? PER LUI CORRERE E’ LA COSA PIU’ BELLA - “Secondo me Rossi è ancora un vincente, io non so che cosa lui abbia in più dentro che gli si scateni quando comincia la gara. Durante le prove lo vedi spesso, negli ultimi anni, abbastanza in difficoltà, il venerdì e il sabato scatta sempre l’allarme Valentino, poi la domenica parte la gara e te lo ritrovi lì che non si stacca dai primi. Questo è lui, non ci scordiamo che ha 38, 39 anni, non mi ricordo, e c'è ancora una passione incredibile, lui gli dà veramente gusto a salire in moto mettertela a posto, fare questa vita qua che per tanti piloti, e anche delle volte io, non ci rendiamo conto, è molto dura. Rossi invece l’ha sempre interpretata come la cosa più bella e più divertente che si potesse fare, questo secondo me gli ha permesso di correre tutti questi anni di essere competitivo tutti questi anni, cosa che secondo me sarà difficile rivedere ancora nel futuro. Per lui, quello che per noi è una cosa pesante o difficile, per lui è un challenge, è una cosa che lo stimola ancora di più. Penso che nessuno l'avrebbe fatto dopo essere stato in Ducati, aver preso molti soldi, rimettersi in gioco e andare con la moto del campione del mondo dire ‘adesso vediamo se sono ancora capace’. Puoi tifare per Valentino, poi tifare per Marquez o per Lorenzo, per chiunque perché io sono uno di quelli che tifa per tutti perché vedendoli in pista fanno delle cose veramente eccezionali, però io di Valentino apprezzo il fatto che lui non si è mai tirato indietro, dopo la Ducati nessuno glielo avrebbe fatto fare dopo che hai preso tantissimi soldi”.