Un debutto in Motogp buono per la casa austriaca Ktm che con Pol Espargarò e Bradley Smith è riuscita di gara in gara a fare miglioramenti arrivando a raggiungere in alcune gare le prime dieci posizioni della classifica. Un percorso non facile in cui Ktm si è trovata a partire in salita: con un super sponsor dalla sua parte (la Red Bull) e soldi a sufficienza per fare investimenti, si è dovuta subito scontrare con le “grandi e storiche” case motociclistiche che di certo non hanno mollato un colpo.
Ma le particolarità della Ktm che potevano rivelarsi avverse, hanno invece regalato soddisfazioni, primo tra tutti il telaio a traliccio in acciaio. La casa austriaca, per il suo debutto in Motogp, con alle spalle una certa esperienza in Moto3 e Moto2, ha puntato infatti su una moto diversa da quella degli altri avversari: non solo il telaio in acciaio rispetto a tutti gli altri in alluminio, ma anche sospensioni WP (invece che Ohlins) e ordini di accensione del motore unici rispetto agli altri costruttori.

LA RIFLESSIONE – Con una vittoria su Aprilia per quanto riguarda il campionato costruttori e due piloti che sono riusciti ad ottenere in gara un nono e decimo posto come miglior piazzamento, il direttore KTM Motorsport Pit Beirer ha parlato a Crash.net del bilancio del primo anno in Motogp: “abbiamo provato a prepararci al meglio per il debutto in Motogp, ma non puoi mai prepararti completamente per la prima stagione, quindi abbiamo dovuto imparare ogni giorno e ogni ora all'interno del paddock, e le cose sono andate meglio di come avevamo previsto. In Qatar siamo partiti dall'ultima fila della griglia, era buio e piovoso e non riuscivamo quasi a vedere la luce di partenza. Poi in Australia siamo arrivati in seconda fila quindi c'è stato sicuramente un fantastico sviluppo, il nostro team ha fatto un grande lavoro, e devo ringraziare tutti per questo sforzo.” 

IL LAVORO DA FARE – Primi risultati alla mano, il lavoro che KTM dovrà fare per il 2018 è ancora molto grande ma il direttore tecnico Sebastian Risse non sembra preoccupato, meno che mai per quanto riguarda il telaio, e ha spiegato a Crash.net i punti forti e i punti deboli di una moto che non ha niente a cui invidiare alle altre: “non si tratta di stabilire se un telaio a traliccio in acciaio sia in grado di fornire la giusta rigidità per una motogp, ma di capire quali componenti delle prestazioni dello chassis devono essere incorporate nel progetto. Quello che ci manca al momento e su cui stiamo lavorando è capire tutto ciò che il telaio in acciaio può produrre di buono, capire bene come lavorano le gomme e ciò che pretende questa classe, in quanto la moto è molto potente rispetto alle altri classi in cui abbiamo esperienza.”