Approdato al team Alma Ducati Pramac nel 2015, il campionato 2018 per Danilo Petrucci rappresenterà probabilmente “un giro di boa”. La notizia ufficiale che il pilota dell'Academy VR46 Francesco Bagnaia farà parte del team Pramac dal 2019, infatti, per Petrucci potrebbe rappresentare una svolta importante e magari aprire le porte al suo sogno più grande: salire in sella ad una Ducati ufficiale. Il team satellite Ducati da quest'anno avrà anche un secondo pilota, Jack Miller, quindi la decisione da prendere per il team manager Francesco Guidotti sarà quella di decidere chi tenere tra il neo-arrivato pilota australiano e il già collaudato pilota italiano. Intanto, in un'intervista a motogp.com, Danilo ha raccontato come vede la sua Desmosedici 2018 e di cosa sogna per il suo futuro.

L'INTERVISTA – Come prima domanda è stato chiesto al pilota con il numero 9 cosa ne pensa di come sono andati i test invernali e della nuova GP18: “diciamo che i primi test a Valencia non hanno avuto molta rilevanza, non avevo il materiale nuovo. Le prove della nuova stagione sono cominciate effettivamente a Sepang e prima ancora a Jerez, dove abbiamo capito la direzione da prendere nel 2018. In Malesia è arrivata la moto nuova e ho iniziato a comprendere che cosa mi piacesse di più. In Thailandia ci siamo poi concentrati sulle carenature ma più che altro sono state giornate dove dovevamo studiare la pista e trovare il giusto set-up. Devo dire che la moto andava bene sin da subito, senza troppe modifiche. Buone sensazioni, che poi ho riprovato in Qatar dove sono stato abbastanza veloce senza molti cambi”. Rispetto alla moto dello scorso anno non ho sentito una grande differenza, ma mi è sembrato che tutto venisse un po’ meglio, che fosse una moto un po’ più ‘facile’. Diciamo che una delle sue caratteristiche principali è che si può essere veloci molto prima. Con la GP17 potevi andare comunque forte ma dovevi usare un metodo preciso. La GP18 perdona un po’ di più”.

L'AERODINAMICA – Ormai apripista a livello di innovazione aerodinamica, la Ducati si è presentata anche nel 2018 con nuove soluzioni che però il pilota italiano almeno nel 2017 non ha accolto a braccia aperte, sarà quindi cambiato qualcosa? “Purtroppo il giorno che dovevo provare le carenature e volevo cercare di capire le differenze tra i vari modelli sono caduto. Ho fatto subito la prova con le ali più grandi e abbiamo riscontrato delle cose positive. Secondo me possiamo usarle su alcune piste anche se poi ho preferito girare con la parte standard che comunque ha dei benefici rispetto a quella del 2017”.

IL FUTURO – Non resta da dire che questo nuovo campionato per Danilo Petrucci sarà davvero impegnativo, con importanti risultati da raggiungere in pista, ma anche decisioni da prendere per il futuro: ”vorrei rimanere in Ducati" - conclude - "Non dico mai che è solo una fabbrica, per me sono persone con le quali sono cresciuto. Sono entrato come collaudatore delle moto Superstock, poi Superbike e da lì siamo sempre rimasti in contatto fino a quando nel 2015 sono tornato approdando alla scuderia Pramac. Mi piacerebbe passare al team ufficiale ma so che non è facile e dovrò far di meglio di quanto fatto fino ad ora. Questo è il mio obiettivo”.