Atterrato in aeroporto Valentino Rossi è stato da subito accolto come un campione e in effetti l'Argentina stravede per lui. “Quando sono arrivato – dice ai microfoni di Sky - mi sono sentito Maradona, in aeroporto c'era gente che mi baciava le mani.”
E Valentino, complice l'accoglienza, c'è da dire che ama in particolar modo il circuito sudamericano che lo scorso anno lo ha visto arrivare sul secondo gradino del podio. Una pista che sembra adattarsi davvero bene alla Yamaha e al suo stile di guida, quindi Dottor Rossi avrà come obiettivo la vittoria.

YAMAHA AL TOP - Prima di proiettarsi sul week end è bene però ripartire dall'ultima gara, quella del Qatar: “A Losail – dice - abbiamo fatto un buon lavoro anche durante i test e mi aspettavo di fare una buona gara.”
Quindi Vale si sente ancora più carico per questa nuova sfida e il Gp argentino sembra quello più appetibile per il pesarese: "Su carta in Argentina siamo competitivi, l'anno scorso è andata bene adesso dobbiamo controllare il nuovo asfalto della pista con meno buche. Devo dire che l'anno scorso è stato il week end migliore per il nostro team, siamo arrivati primo e secondo ma la situazione è diversa Ducati e Honda sono forti quindi sarà più dura. La cosa importante è che moto e gomme lavorino bene e speriamo di essere competitivi.”
Quindi la pista argentina sembra adattarsi davvero bene alla Yamaha, come mai?
“È difficile sapere se è per i cilindri in linea o altro, io da subito mi sono trovato bene è una pista tecnica e fluida e va bene con la nostra moto anche per il tipo di asfalto.”

MORBIDELLI CE LA PUO' FARE - Infine, come succede spesso da quando è approdato in Motogp, a Vale viene chiesto in conferenza stampa qualcosa a proposito del suo “pupillo” Franco Morbidelli.
Il pilota italo-brasiliano fa infatti parte dell'Academy di Valentino Rossi e non può che spendere buone parole su di lui: “Noi abbiamo molta fiducia in Franco – conclude - lo abbiamo visto crescere, ha sempre avuto un ottimo talento che ha dimostrato. Non è facile arrivare in alto in Motogp ci sono piloti forti che possono lottare per il podio ma la Motogp è questa, deve imparare e dare il massimo.”