Il GP di Argentina del 2018 è stato un GP rocambolesco, dove fra le tante vicissitudini c’è stato il contatto di Marc Marquez con Valentino Rossi che ha portato alla caduta del pesarese che militava in sesta posizione. Rientrato in gara, Valentino è transitato diciannovesimo sotto la bandiera a scacchi.

Infuriato, Rossi non ha accettato le scuse di Marquez che si è recato al suo box a fine gara insieme al suo manager Emilio Alzamora.

“Sto bene, ma questa è una brutta situazione”, ha dichiarato Valentino Rossi. “Se prendi quello che è successo questo fine settimana come esempio, un incidente può capitare a chiunque, puoi commettere un errore in frenata, puoi toccare un altro pilota. Può succedere, sono le corse. Ma da venerdì mattina, Marquez lo ha fatto a Viñales, a Dovizioso, a me, e sabato mattina, e oggi è andato dritto su quattro piloti.

Una situazione pericolosa - “Se inizi a correre in questo modo, alzi il livello ad un punto molto pericoloso. Se tutti i piloti cominceranno a correre in questo modo, questo diventerà uno sport molto pericoloso e finirà male”, ammonisce il pesarese.

“È una situazione molto pericolosa e spero che ciò che ho detto al direttore di gara Mike Webb gli faccia assumere maggiori responsabilità, devono fare qualcosa. Ho paura in pista quando sono con Marquez. Oggi ero spaventato quando ho visto il suo nome sulla lavagna”, aggiunge Rossi.

“Non sono la Direzione Gara – decideranno loro - ma così si sta distruggendo il nostro sport, perché quando fai 300 km all'ora in pista, devi avere rispetto per i tuoi avversari”.

Questioni di sicurezza - Anche il team director Massimo Meregalli invoca una sanzione aggiuntiva per Marquez. “Mentre rispettiamo la decisione della direzione gara di imporre una sanzione di 30 secondi a Marquez, siamo convinti che la sua condotta di guida pericolosa dovrebbe essere scoraggiata ulteriormente per questioni di sicurezza e per amore del nostro sport”.

“Attualmente è una cosa tra noi, non abbiamo litigato con la Honda”, ha dichiarato il Team Director di Yamaha Lin Jarvis. “Noi avevamo un’opinione che volevamo condividere con la Race Direction, sia Valentino sia noi come squadra. Sinceramente oggi non mi interessa parlare con la Honda o con Marquez, ho visto che lui ha provato a entrare nel nostro box ma non era il momento per farlo”.

Ancora una volta, dopo l’edizione del 2015, il GP di Argentina sale al centro dell’attenzione per vicende non sportive: in quell’occasione c’era stato il contatto di Rossi con Marquez, con la caduta di quest’ultimo dopo quella che era sembrata una pedata intenzionale di Valentino, giustificata poi come riflesso istintivo per evitare la caduta.

Questa volta Marquez ha spiegato la sua entrata su Rossi come una conseguenza inevitabile per le condizioni della pista dopo essere finito su una parte particolarmente bagnata e aver bloccato l’anteriore.

La sensazione è che anche questa volta del GP di Argentina si continuerà a parlare parecchio...