Finito il Gp d'Argentina, molti piloti sono rientrati a casa, mentre altri hanno proseguito il tour americano in attesa del prossimo GP del Texas. Uno di questi è stato Marc Marquez, il campione del mondo in carica al momento sotto accusa per quanto avvenuto a Termas de Rìo Hondo nei confronti di Valentino Rossi. Il pilota spagnolo durante la gara è stato fautore di più errori commessi uno dopo l'altro, tra cui quello di aver fatto cadere il pilota pesarese dopo un sorpasso. Come era da immaginarsi, dati i precedenti, si è scatenata una vera e propria bufera con Valentino Rossi che ha detto di aver paura dello spagnolo e che di proposito fa cadere i suoi avversari. Marquez, durante un evento di Estrella Galicia 0,0, uno dei suoi sponsor, che si è svolto ieri a San Paolo in Brasile, ha colto l'occasione per dire la sua su quanto accaduto.

IL FATTACCIO - Dopo il “mea culpa”, in cui ha ammesso i suoi errori, anche nei confronti del sorpasso azzardato su Rossi, ha dichiarato: ”per mia sfortuna ho toccato Valentino che passando nell'erba è caduto. Ho capito l'errore, è stato il mio e sono stato penalizzato per questo". Lo spagnolo con il numero 93 ha proseguito: “ciò non toglie che rimarrò lo stesso, ho sempre cercato di correre con intensità, ma nella gara in Argentina ci sono state un sacco di circostanze".

LE SCUSE - "Quando ho tolto il casco, - ha continuato Marquez - la prima cosa che ho fatto è stata andare a scusarmi perché può succedere ad ogni pilota, stiamo andando tutti al limite. Quello che più importa è capire l'errore e imparare da esso".

Scuse che però Valentino Rossi non ha accettato: in un primo momento, infatti, Marquez insiema a Puig ed Alzamora è andato nel box Yamaha per porgere la mano a Rossi, ma qui è stato cacciato da Uccio, l'amico di Valentino. Successivamente il Dottore ha dichiarato di non voler accettare le scuse di Marc e che anzi non lo deve neppure più guardare in faccia: "preferisco non commentare le loro dichiarazioni, - ha concluso lo spagnolo - è stato un commento a caldo, subito dopo la gara. Se guardiamo un po' tutti i piloti ad un certo punto della loro carriera sportiva hanno avuto questo tipo di errori. Quello che è successo con Valentino sarebbe potuto accadere con il mio compagno di squadra o con un altro pilota”.