Se in sella alla Desmosedici Jorge Lorenzo sta vivendo un momento “no”, la sua vita è comunque costantemente sotto ai riflettori, soprattutto con il lancio del suo nuovo libro che il maiorchino ha presentato proprio alcuni giorni fa. Invitato poi dal programma spagnolo “El Hormiguero”, Jorge ne ha approfittato anche per parlare dell'argomento del momento, la diatriba Rossi-Marquez che sta tenendo banco da ormai due settimane, ovvero dal Gp di Argentina.
Lorenzo, non ha esitato quindi a dire la sua elargendo complimenti a Marc Marquez come pilota, ma spiegando anche che in certe situazioni ci vorrebbero pene più severe.

LE DICHIARAZIONI - “È un pilota super, - ha detto il portacolori Ducati - ha vinto quattro degli ultimi cinque titoli. Ogni pilota non vuole saltare una gara, così come ogni giocatore di calcio non vuole saltare una partita dopo un cartellino rosso. Tutto inizia con l’arbitro della MotoGP.”
E proprio di arbitri, o giudici, si parla quando Lorenzo spiega cosa sarebbe dovuto succedere durante la gara in Argentina, ricordandosi di quando anche lui era giovane come Marc: ”penso che si sarebbe potuto evitare tutto – ha proseguito - se ci fossero state della sanzioni più severe. Io stesso, nel mio primo anno in 250, ero un pilota abbastanza kamikaze. Ero molto aggressivo e, quando vedevo un varco, tentavo sempre di entrare. Nel Gran Premio del Giappone stavo lottando per la seconda posizione con Dani Pedrosa ed Alex De Angelis e volevo finire secondo a tutti i costi. Ho toccato Dani in una curva e in quella successiva ho cercato di superare entrambi, facendo cadere De Angelis. La Race Direction mi ha penalizzato, ho dovuto saltare una gara e, da quel momento in poi, non sono stato più pazzo o kamikaze”.