Capitan America è tornato e ancora una volta nel circuito di Austin che tanto ama, ha lasciato il segno. Ben tre secondi e mezzo di distacco da Maverick Vinales e lo spagnolo con il numero 93 giura di non aver spinto neppure al massimo. Una gara perfetta in cui dopo due giri e mezzo si è staccato dagli avversari per poi proseguire in solitaria la sua gara.

LA GARA PERFETTA - “Non avevo mai fatto una gara così in MotoGP. Oggi la volevo, mi sentivo bene e il set-up della moto mi ha aiutato” - commenta Marquez che sul circuito americano ha centrato il suo sesto obiettivo. Una vittoria arrivata senza che il campione del mondo in carica si sia portato al limite come spesso avviene: ”ho dato il 90% all’inizio, poi l’80-70% anche perché era complicato sia con le gomme che a livello di energie. Ieri ero malato e pure oggi non ero al massimo. Ho fatto comunque una bella gara anche se non mi è piaciuto stare troppi giri da solo,non sono le gare che preferisco.”

PISTA SINISTRORSA - Una pista quindi in cui il fenomeno di Cervera si sente estremamente a suo agio, ma quale sarà il suo segreto? ”Penso che la Yamaha  - prosegue - sia più forte nei cambi di direzione, mentre io faccio la differenza nel tornantino e le curve a sinistra sono le mie preferite. A sinistra, guardando le telemetrie delle altre Honda di Pedrosa e Crutchlow guadagnavo un po’.”

“SONO UMANO ANCHE IO” - Con un secondo posto nella classifica iridata ad un punto di distacco da Andrea Dovizioso, Marc Marquez sa che adesso sarà più dura fare i conti con la Ducati che nelle piste europee ha una marcia in più: ”sapevamo che Dovizioso in Argentina e in Texas avrebbe fatto più fatica, ma in Europa andrà forte, è il primo in campionato e fa ancora paura.”
Infine, Marquez parla di come, nonostante un periodo travagliato dopo il Granpremio di Argentina e la retrocessione dalla pole position alla quarta casella della griglia in Texas, riesca comunque a trovare la concentrazione per la gara: "sono umano anche io – conclude -  e tutto ciò che è successo l'ho sentito. Ogni volta cerco però di imparare dai miei errori, dalla domenica in Argentina ho imparato, ogni volta cerco di capire cosa è andato bene e cosa no e ciò che ho imparato me lo tengo in testa e lo utilizzo per la gara successiva. Sotto pressione comunque lavoro meglio.”