Se tutti si aspettavano una fiammata iberica nel round a tempo sul tracciato di Jerez, è invece un graffio felino di Cal Crutchlow a firmare l’asfalto spagnolo arroventato dal sole. Un turno di qualifica che ha visto rimescolati i soliti equilibri, con inattese promozioni e "cadute" ai piani alti.

NELLA PRIMA PARTE DELLE Q2 quasi tutti i piloti strizzano a fondo le gomme medie, prima di infilare le morbide al posteriore e tentare l’assalto alla pole. È a questo punto che Cal Crutchlow abbassa il casco, si infila in carena, e spara un colpo di bazooka che gli vale la prima casella in griglia. Suo il miglior tempo di 1.37.653. Alle sue spalle, si piazza il detentore della pole dello scorso anno, Dani Pedrosa, che torna finalmente a gravitare in area top riders nonostante il recente infortunio alla mano. Chiude, invece, la prima fila un sorprendente Johann Zarco che, con la sua Tech3, riscatta la pessima prova delle Yamaha ufficiali in pista.

SARÀ L’ARIA DI CASA, poi, ma il sabato di Jerez è sorprendentemente propizio a Jorge Lorenzo, che stavolta ingrana la marcia giusta alla sua Ducati e, dopo essersi mostrato tonico per l’intero turno, conquista un promettente 4° crono, precedendo Marquez (5°), a sua volta davanti ai combattivi alfieri Suzuki, Rins e Iannone.

SOLO OTTAVO, invece, Andrea Dovizioso che, dopo essere stato costretto a passare (fortunatamente indenne) dalle rischiose Q1, mostra una condizione non ancora al meglio, sebbene il distacco da chi lo precede non sia poi così drammatico (3,76 decimi dalla pole). In ogni caso, il passo gara dovrebbe esserci e la musica, domani, potrebbe cambiare. Alle sue spalle, Danilo Petrucci riesce a tenere dietro le Yamaha, apparse in evidente difficoltà, di Rossi e Vinales. Chiude la quarta fila, col 12° tempo, la Ducati di Jack Miller.

QUI i risultati nel dettaglio, con i tempi e la griglia di partenza completa.