Che il Red Bull Ring fosse una pista amica della Ducati si sapeva. Che Jorge Lorenzo riuscisse a vincere dopo una sfida piuttosto “aggressiva” (ma corretta) con il leader della classifica non era risultato scontato. Il marocchino sfodera una prestazione alla “Marquez” e fa sua la terza vittoria della stagione. Jorge è stato bravo e intelligente: partito con la soft, è riuscito nelle fasi iniziali a contenere la sfuriata di Marc (che ha provato a “sfiancare” senza successo le gomme delle Ducati con un tentativo di fuga) e a difendersi dagli attacchi di un arrembante Dovizioso, terzo alle sue spalle.

TERZETTO DA FAVOLA - I tre hanno fatto subito la differenza rispetto agli avversari, prendendo un buon margine sin dalle prime curve. A metà gara, quando gli “animi” si sono calmati, è iniziato lo show di Lorenzo. In progressione, con una guida pulita e efficace e con staccate alle quali non ci aveva abituati ad inizio anno, è riuscito a ricucire il gap di un secondo da Marquez e a iniziare il duello da manuale con il suo futuro compagno di squadra. Se queste sono le premesse per un 2019 nello stesso team (Honda), ne vedremo davvero delle belle…
Mentre Dovizioso perdeva terreno a causa di una staccata a rischio tamponamento di Marquez e di un posteriore in difficoltà di grip nelle fasi finali (Andrea chiuderà buon terzo) i due spagnoli si sono dati battaglia tra sorpassi e staccate al limite.

LORENZO, CHE GRINTA! - Nell’ultimo giro, Jorge ha risposto a tutti gli attacchi di Marc e a tre curve dalla fine ha messo quel pizzico di distacco tra sé e l’avversario che gli hanno permesso di affrontare gli ultimi metri senza il pericolo del sorpasso decisivo del pilota Honda. Una prestazione da ricordare, per Lorenzo, che forse ha fatto oggi la più bella gara da quando è in sella alla Ducati. Deciso, aggressivo, riflessivo, lucido e velocissimo. Chapeau!

MARQUEZ NON SI RISPARMIA - I complimenti vanno fatti anche a Marc Marquez e alla Honda. Su una pista storicamente amica della Ducati, come lo scorso anno il binomio giappo-spagnolo è riuscito a contrastare lo strapotere della rossa di Borgo Panigale. Il leader della classifica non esce sconfitto da questo week-end: è stato l’ultimo a cedere a Lorenzo, ha dato spettacolo e guidato come se non avesse niente da perdere, ha relegato ancora una volta gli altri piloti Honda a ruoli di comparse e soprattutto torna a casa con ben 59 punti (due gare di vantaggio) di margine in classifica da Valentino Rossi, secondo in campionato.

ROSSI, PRIMO DEI SUOI - A proposito del Dottore, partito 14esimo ha fatto l’ennesimo “mezzo miracolo”, chiudendo buon sesto in grande rimonta alle spalle di Cal Crutchlow e Danilo Petrucci, rispettivamente quarto e quinto. Dopo il “mea culpa” pubblico di Tsuya (capo progetto MotoGP di Iwata, che ha chiesto scusa ai piloti per i problemi di gestione della questione elettronica da parte della Yamaha), è stato ancora una volta il migliore tra i piloti dei tre diapason: Zarco ha concluso nono e Vinales addirittura 12esimo a quasi nove secondi dal team mate.

La top ten è stata completata da Pedrosa, Rins, Zarco e Bautista. Per i colori azzurri, da segnalare la 13esima posizione di Iannone (tra i protagonisti delle prime battute ma poi autore di un “lungo” in staccata che ha compromesso la sua gara) e la 19esima di un Morbidelli un po’ in ombra.