Mancava solo una “firma” affinché la festa azzurra di Misano fosse completa. Quella più prestigiosa della MotoGP. e la firma l’ha messa uno che abita a 60 km dal circuito. E che risponde al nome di Andrea Dovizioso.
E’ stato strapotere. Suo e della Ducati. Scattato bene al via, si è messo subito a caccia di uno Jorge Lorenzo che ha tentato di mettere in pratica la sua strategia migliore: andare in fuga e fare gara solitaria. Andrea l’ha capito e ha ricucito il gap giro dopo giro, arrivando a superarlo in staccata e mettendo quei metri utili per provare a correre gli ultimi giri senza troppa pressione.

LA QUERCIA TRADISCE JORGE - Lorenzo, in compagnia di un Marc Marquez bravo a raggiungerlo e a dare spettacolo con molti incroci di traiettorie con il suo futuro compagno di squadra, ha provato a resistere e negli ultimi passaggi ha spinto forte con l’obiettivo di recuperare il gap di due secondi e mezzo. Era arrivato a poco più di un secondo, quando alla staccata della Quercia l’anteriore l’ha tradito, facendolo finire sulla ghiaia e facendogli così dire definitivamente addio ai sogni da titolo.

TRE SU TRE - A quel punto, a Dovizioso è bastato controllare la Honda numero 93 fino al traguardo. Si è preso anche il lusso di salutare il pubblico sulle tribune prima di passare sotto la bandiera a scacchi in piedi sulla sua Ducati. Al box è stata festa grandissima, anche perché la rossa di Borgo Panigale si è dimostrata ancora una volta la moto più in forma di questa seconda parte della stagione: tre vittorie nelle ultime tre gare disputate e il trionfo a Misano, pista storicamente ostica, sono lì a dimostrarlo.

CAL, LA FORTUNA AIUTA GLI AUDACI - Marquez, dal canto suo, ha messo ancora più punti di distanza tra se e il suo primo rivale in campionato: che ora è Andrea Dovizioso, lontano 65 punti da lui. Un’enormità, per una corsa al titolo che adesso sembra sempre più una pura formalità.
Terzo, fortunato ma concreto, ha chiuso Cal Crutchlow (Honda). Il britannico non aveva il passo dei primi tre ma è stato bravo a sbarazzarsi di Rins, Vinales e Rossi per correre una gara in solitaria da chiudere con un altro ottimo quarto posto. La ciliegina sulla torta, per lui e per il team di Lucio Cecchinello, è arrivata con la scivolata di Lorenzo. Che non toglie nulla alla prestazione di Cal. Anzi, suggella nel migliore dei modi un periodo positivo. 

YAMAHA, BUIO COMPLETO - Tutto il contrario delle Yamaha. Vinales ha chiuso quinto a oltre 16 secondi dal Dovi, finendo dietro anche ad un Alex Rins bravo a portare la Suzuki fino alla top five con un ottimo quarto posto. Peggio di Mav ha fatto Valentino Rossi, che ha chiuso addirittura settimo (dietro a Pedrosa) a oltre 19 secondi da Dovizioso. Anche a Misano, tracciato da sempre “amico” di Iwata, le M1 hanno dimostrato di avere un gap pesantissimo da Ducati e Honda. Ormai la situazione sembra irreversibile e forse qualcuno sta già pensando alla prossima stagione.

MORBIDELLI, BUON INIZIO - Completano la top ten Iannone su Suzuki (ancora una volta meno efficace del compagno di squadra) , Bautista e un opaco Zarco. Franco Morbidelli, capace di correre le battute iniziali nel primo gruppo degli inseguitori, l’ha sfiorata finendo buon 12esimo. Male Petrucci, forse condizionato anche da una partenza difficile (non gli si era accesa la moto nel giro di allineamento).