Domenica a Sepang per Valentino Rossi sarà l'ultima grande occasione della stagione per provare a portare a casa quella vittoria mai arrivata quest'anno. L'ultima risale infatti al 2017, sul circuito di Assen. Nonostante il deficit e i tanti problemi avuti quest'anno con la M1, Rossi è ancora terzo nella classifica generale del Motomondiale e con due gare alla fine della stagione potrebbe sempre centrare il secondo posto, Dovizioso permettendo, ma soprattutto mantenere la leadership in casa Yamaha. Vinales è ancora dietro 15 punti.

ORA PARLO IO - Il deludente sesto posto di Phillip Island, pista dove detiene il record di successi, ha però riaperto l'infinita querelle sulla sua carriera. Valentino ha risposto per le rime ai suoi detrattori: «Ho sentito dire tante volte che sono finito, ci sono abituato, lo ripetono da 10 anni... La vittoria di Vinales in Australia è stata importante per l’armonia, dai dati ho capito qualcosa, ma serve capirlo prima. Non aver cambiato la gomma, oltre al set up sbagliato, hanno influito sulla gara in Australia, ho sofferto più di quello che mi aspettavo fin dall’inizio, per me e per il mio team è stata una grande delusione».

IN TESTA IL 2019 - Rossi respinge le accuse anche di chi dice che rischia meno rispetto a prima: «Sinceramente non sono mai caduto tanto perché non mi piace cadere, è vero che quando sei giovane sei più spensierato, ma per me non cambia adesso, non penso al rischio quando sono in gara. Quest’anno sono più in forma dell’anno scorso, arrivo meglio a fine gara. Ovviamente gli altri piloti sono fortissimi, giovani e possono migliorare la loro condizione. Anche Vinales migliora perché ha 23 anni». Altro che stanco, il Dottore pensa già al 2019: «L'anno prossimo la mia moto e la moto di Vinales saranno simili, cambia poco, non è come in Honda dove Marquez e Pedrosa hanno moto diverse. Il fatto che Morbidelli ne avrà un’altra ufficiale non sarà un problema, sarà come Crutchlow per la Honda».

SEPANG: PERCHE' SI - Anche a Sepang Rossi detiene il maggior numero di vittorie, ben 6. E' una pista che gli piace, ma c'è l'incognita pioggia, condizione che storicamente non lo ha mai visto in difficoltà, ma molto dipenderà dalla moto: «Sarà più importante fare una bella gara qui in Malesia, la pista di Sepang mi piace moltissimo, bisogna vedere come la gomma viene stressata perché il caldo qui la fa da padrone, negli ultimi anni anche la pioggia ha influito, sarà importante essere veloci in tutte le condizioni». Valentino ci proverà per cancellare quel fastidioso zero nella casella delle vittorie, cosa che gli era accaduta solo nel deludente biennio Ducati. Sepang è la pista giusta perché a Valencia, dove il 17 si correrà l'ultima tappa del Motomondiale, non gli è mai andata troppo bene...