Se pensiamo all'attuale campionato 2018 di tutto il team Yamaha potremmo paragonarlo un po' al mare: un po' per il colore un po' per il suo andamento discontinuo. Ed è proprio così che a partire dal Qatar fino ad arrivare alla prossima e ultima gara di Valencia è stata la Yamaha, discontinua, con alti e bassi e poco, molto poco vincente. Con questo è d'accordo anche Lin Jarvis che in un'intervista a Crash.net ha parlato dell'attuale campionato, dei piloti e delle soluzioni che vanno trovate in casa Iwata per riuscire a tornare al top.

UN RIASSUNTO DELLA STAGIONE – Se nel 2017 Maverick Vinales, appena salito in sella alla sua M1 era riuscito a fare faville, molto presto il fuoco della passione si è spento portando la Yamaha in un baratro dal quale non è più riuscita a sollevare la testa se non grazie a Valentino Rossi che ad Assen era tornato a vedere la luce.

Nel 2018, invece, i circuiti in cui la Yamaha era sempre stata favorita, sono serviti a poco. Se vogliamo fare un sunto veloce dell'anno in auge possiamo vedere che: Rossi ha ottenuto un terzo posto in Qatar, è arrivato di nuovo terzo in Francia, poi ancora terzo al Mugello e terzo nel Gp di Catalogna, mentre Vinales è arrivato terzo in Olanda e terzo in Germania alle spalle di Rossi, ancora terzo in Thailandia, e finalmente ha ottenuto la prima vittoria di stagione in Australia.Numeri che fanno riflettere e dei quali ha parlato Lin Jarvis.

L'INTERVISTA – Nella lunga intervista fatta a Crash.net il responsabile corse Yamaha ha parlato come un fiume in piena della situazione all'interno dei box a partire dalle dichiarazioni fatte da Vinales in cui più volte durante l'anno si era lamentato di non essere ascoltato abbastanza:”non sono davvero d'accordo con i suoi commenti. Ovviamente ci sono cose che sta cercando ed è frustrato, ma Valentino probabilmente direbbe la stessa cosa. Quindi non penso che sia solo un problema di Maverick, penso sia di entrambi. Ovviamente, alcune cose sono unificate come la specifica del motore. Questo è qualcosa che non possiamo cambiare. Possiamo solo sceglierne uno. Quindi è molto, molto importante che scegliamo le specifiche corrette all'inizio dell'anno. Più o meno, tutte le altre cose possono essere regolate, modificate e personalizzate. Quindi penso che non sia giusto che Maverick dica che non lo abbiamo ascoltato, non del tutto. Abbiamo ascoltato entrambi, ma entrambi sono frustrati.”

IL 2019 – Ma per il 2019 quello che tutti vogliamo sapere è se la Yamaha tornerà ad essere competitiva come lo è stata fino a due anni fa:”a Valencia nei primi test in programma, ma anche nei successivi a Jerez proveremo il nuovo motore con l'obiettivo di migliorare l'erogazione di potenza a bassi regimi.Avremo nuovi ingegneri e ci saranno diversi cambiamenti all'interno del team e nel modo in cui cerchiamo di risolvere i problemi ma non posso dire altro.”