E' uno dei pochi a non aver rilasciato dichiarazioni dopo i primi test 2019 a Jerez. I tempi non sono stati entusiasmanti anche se il secondo giorno c'è stato un piccolo miglioramento. Insomma, Jorge Lorenzo e la RC213V del team Respol Honda si sono conosciuti, ma non è ancora scoccata la scintilla.

I suoi avversari, da Rossi e Dovizioso fino al compagno di squadra Marquez, sono convinti che il maiorchino tornerà a essere veloce quanto prima e tutti ricordano che Lorenzo veniva da un infortunio al polso da cui deve ancora recuperare e che probabilmente non gli ha permesso di spingere al meglio.

TORNIAMO AL 2016 - Facciamo un salto nel passato. Primi test 2016 a Valencia: Lorenzo sale per la prima volta sulla Desmosedici e piazza un 1'31"575 a 6 decimi dal miglior crono della mattinata di Valentino Rossi. Il fatto che questa volta non sia andato subito forte con la Honda ha sorpreso un po' tutti. Ma siamo sicuri che la  RC213V sia più guidabile dell'attuale Ducati? Ripensiamo allo stile molto fisico di Marquez, e anche alle parole di Morbidelli, sceso dalla Honda e montato in sella alla Yamaha. Il pilota italiano ha descritto la RC213V come una moto nervosa. Forse Lorenzo non si aspettava una sensazione simile, forse pensava di ritrovare l'armonia e il feeling che gli trasmetteva la M1 ed è rimasto spiazzato. Oppure davvero non era ancora al meglio fisicamente per poter spingere.

NEXT STOP - Serviranno altri giri, altri test e altri dati prima di vederlo di nuovo tra le prime posizioni. A fine mese (28 e 29 novembre) si terrà un'altra due giorni di collaudi sempre a Jerez, poi stop ai test e appuntamento a gennaio a Madrid per la presentazione ufficiale del team in occasione dei 25 anni della Repsol. Da quel momento si inizierà a fare sul serio.