Jorge Lorenzo è ancora convalescente dopo gli ultimi due infortuni della stagione. Il suo finale di 2018 è stato condizionato dai guai al polso e al piede. Per il maiorchino l'obiettivo adesso è quello di essere in perfetta forma per febbraio quando potrà tornare in sella alla Honda.

CONVIVENZA - Il grande tema della prossima stagione sarà quello della sua convivenza con un fenomeno della portata di Marc Marquez, situazione che tuttavia Lorenzo ha già vissuto ai tempi del suo primo ingaggio in Yamaha: «E' successa la stessa cosa quando sono arrivato in Yamaha con Valentino, ma sono stato abbastanza bravo e fortunato per vincere - ha spiegato Lorenzo, intervistato da “BT Sport” -. Marquez è stato il più rapido negli ultimi anni, ma sono riuscito a portargli via il titolo nel 2015, anche se per pochi punti. In effetti sono stato l'unico pilota ad interrompere la sua striscia e a batterlo. Non è detto che questo accada ancora. Così dovrò cercare di lavorare al massimo e dare il meglio di me stesso per farlo ancora e conquistare il mio 6° Mondiale. Sicuramente non sarà una cosa semplice». Parole che lanciano la sfida. Lorenzo non sembra particolarmente preoccupato dal cambio di moto, anzi: «Dovrò cambiare ancora il mio stile di guida, perché ogni moto lo richiede. Dovrò essere furbo a capire come fare, ho tante cose da imparare da Marquez. Lui è la da sette anni, ha tanta esperienza su quella moto, mentre io arrivo da novello. Sono sicuro che ruberò qualche segreto da lui, ma anche lui lo farà da me, perché siamo due grandi piloti e due campioni del mondo».

FENOMENO ROSSI - A sorpresa, ma non troppo, Lorenzo elogia Valentino. I due non sono mai stati grandi amici, ma entrambi hanno sempre riconosciuto il valore dell'altro: «Valentino è un pilota impressionante - ha detto -. Quello che ha fatto ad esempio nell'ultimo GP di Malesia: correre 15 giri costanti, non scendendo mai oltre il decimo di secondo, con un caldo infernale e 40°C. Sono rimasto scioccato da quella prestazione».

CIAO DANI - Infine l'omaggio a Dani Pedrosa, con cui in passato non mancarono i dissapori: «Conosco Dani da quando ho 12 anni, lui è poco più grande di me. Eravamo ragazzini, correvamo in una Coppa in Spagna e tutti parlavano già di lui. Quando ci siamo trovati in 250 abbiamo avuto anche degli scontri, in pista e fuori. Nel 2008, a Jerez, dopo le qualifiche, ho provato a stringergli la mano ma lui rifiutò. Il giorno dopo ci trovammo al cospetto del Re di Spagna, molto tifoso della MotoGP: capì il problema e provò a risolvere la situazione. Siamo stati nemici sportivi fino al 2011-2012. Perdiamo un grande pilota e un campione».