Valentino Rossi sta per correre la sua stagione numero 20 come pilota della classe regina (2 in 500 e 18 in MotoGP) e il 16 febbraio compirà 40 anni. Cifre tonde per il Dottore, che inizia a tirare le somme della sua straordinaria carriera. In un intervento a Radio Deejay di qualche giorno fa ha toccato ii temi della paura e del coraggio, due facce della stessa medaglia con cui i piloti si trovano a fare i conti per tutta la vita agonistica. Il suo contratto con la Yamaha scade nel 2020, per pensare al ritiro c'è ancora tempo. Molto dipenderà dai risultati, Valentino lo ha sempre detto. Fino a quando riuscirà a essere competitivo correrà in moto. E come dargli torto? Lo scorso anno ha chiuso terzo nella classifica generale, davanti, anche se di poco, al compagno di squadra Vinales. Il vecchietto se ne è messi alle spalle ancora tanti. Certo, non è arrivata la vittoria di un gran premio, ed è la prima volta che gli succede con la Yamaha. A dire il vero gli era capitato in generale solo nel terribile bienno rosso con la Ducati. Ma l'ultima gara di Valencia del 2018, dove è scivolato a pochi giri dalla bandiera a scacchi sotto un acquazzone terribile, ci ha detto ancora una volta che «Vale c'è».

FACCIAMO UN GIOCO - Se Valentino avesse partecipato al tormentone social di questi giorni del #10YearsChallenge avrebbe dovuto fare i conti con il 2009, una delle sue annate migliori: 306 punti, 1 titolo mondiale, l'ultimo della sua carriera finora (il nono), 13 podi complessivi in 17 gare, e poi due picchi agonistici indimenticabili come il sorpasso a Lorenzo, con relativa vittoria, sul circuito di Barcellona proprio all'ultima curva, e la vittoria numero 100 sul circuito di Assen con tanto di striscione celebrativo in pista a fine gare. Un vero e proprio trionfo.

IN QUESTI DIECI ANNI - Cosa è successo nei dieci anni successivi? Di tutto e di più. Il primo grave infortunio della sua carriera nel 2010 che lo ha costretto per la prima volta a saltare delle gare, l'addio alla Yamaha, la pessima parentesi in Ducati, la morte di Sic, il ritorno a Ywata, il titolo iridato sfumato nel 2015 all'ultima gara dopo il famoso litigio di Sepang con Marquez. E poi ancora l'apertura della Academy VR46, gli addii e i nuovi amori nella vita privata. Il vecchietto insomma non è rimasto a guardare, ma è stato sempre un protagonista di quel Circus che forse ha ancora un po' paura nell'immaginarsi un giorno senza di lui. E adesso? Ci sono nuove sfide da affrontare, continuare a essere competitivo sfidando l'imbattibile Marquez e anche confrontarsi con gli allievi del laboratorio motociclistico da lui stesso creato saliti in MotoGP.

Il NUMERO PERFETTO - Come cifra tonda quest'anno gli mancherebbe solo quel decimo titolo tanto agognato. Ma chissà che tutti questi anni trascorsi dall'ultimo ("Gallina vecchia fa buon brodo", ricordate?), trascorsi tra sofferenze e soddisfazioni, non abbiano per Valentino in fondo lo stesso identico valore. O forse anche qualcosa in più.