Anche nel 2019 i freni Brembo equipaggeranno tutti i piloti della MotoGP, ma ciascuno con un approccio personalizzato, legato alla soddisfazione delle specifiche esigenze dei piloti.

Dal 2002, anno di introduzione della classe MotoGP tutti i 296 GP disputati sono stati vinti da moto dotate di freni Brembo. La serie vincente marchiata Brembo è però ben più lunga nel campionato poiché sin dal 1995 tutti i GP sono stati vinti da moto equipaggiate con freni dell’azienda bergamasca.

SOLUZIONI PER OGNI PILOTA - Per la stagione 2019, un’ampia gamma di soluzioni tecniche consentirà a Brembo di garantire a ciascun pilota la possibilità di personalizzare l’impianto frenante della propria moto in funzione del proprio stile di guida, delle caratteristiche del tracciato e della strategia di gara.

I tecnici Brembo, lavorando a stretto contatto con i team, prevedono già un comportamento di frenata non molto diverso rispetto alla scorsa stagione, e sempre con numerose opzioni relative ai dischi freno, alle pompe freno e alle ruote.

OTTO SOLUZIONI DI DISCHI FRENO IN CARBONIO – Secondo la previsione dei tecnici Brembo, la maggior parte dei piloti dovrebbe orientarsi su dischi da 340 mm, dividendosi tra High Mass (a fascia alta) e Standard Mass (a fascia bassa). Alcuni team invece continueranno ad utilizzare i dischi Standard e High Mass da 320 mm.

Inoltre, per ciascun formato di disco freno e pastiglia, sono disponibili due diverse mescole di carbonio che differiscono per bite iniziale e resistenza alle alte temperature.

Complessivamente, le diverse opzioni che Brembo mette a disposizione dei piloti sono composte da quattro geometrie di disco, ciascuna con due specifiche di materiale (High Mass e Standard), per un totale di otto soluzioni.

Sono ormai sempre di più i piloti che rinunceranno ai dischi in acciaio anche in presenza di precipitazioni atmosferiche.

Il carbonio assicura un triplice vantaggio: riduzione delle masse non sospese, coefficiente d’attrito identico dalla partenza all’arrivo e assenza di problemi di coppia residua che invece possono affliggere i dischi in acciaio.

LE POMPE FRENO -  Diverse sono poi le tipologie di pompe freno a disposizione dei team, in termini di interasse. Questa caratteristica permette di adattare sia la corsa sia la “reattività” del comando in funzione del feeling del pilota. Su ogni moto è inoltre presente il remote adjuster, utilizzato dal pilota con la mano sinistra per regolare la posizione della leva freno, anche a moto in movimento.

Brembo segnala che oltre un terzo dei piloti della MotoGP usa regolarmente la pompa pollice.

Questa soluzione tecnica, introdotta da Brembo negli anni Novanta per aiutare Mick Doohan, permette l’attivazione del freno posteriore premendo un’apposita leva posta sul semi-manubrio sinistro.

Due sono le varianti di impianto con pompa pollice in uso nel 2019: la più diffusa si caratterizza per un unico circuito della pompa pollice e del pedale, servendosi di una pinza posteriore a due pistoni.

L’alternativa, invece, dispone di due circuiti separati, ciascuno dei quali agisce su due dei quattro  pistoni della pinza posteriore. Nel primo caso un sistema esclude l’altro, nel secondo possono operare in contemporanea. Da quest’anno inoltre è stata introdotta una variante della pompa pollice classica, che prende il nome di pompa push & pull: progettata con un nuovo design, può essere azionata sia a pollice sia ad indice, a seconda della preferenza del pilota. L’utilizzo mediante l’indice prevede che venga montata sulla leva con una rotazione di 180° rispetto all’uso a pollice: questo ne aumenta la modulabilità e la presa sulla leva in fase di decelerazione.

I CERCHI – Al miglioramento del comportamento della moto contribuiscono anche i cerchi. Per la stagione 2019 le ruote in magnesio forgiato Marchesini equipaggiano la maggior parte dei piloti della MotoGP: ben 7 team su 11. I cerchi Marchesini sono a 5 razze a Y o a 7 razze per quanto riguarda l’anteriore e a 7 razze per il posteriore. Le ruote Marchesini, marchio del Gruppo Brembo, assicurano un risparmio di peso, favorendo l’accelerazione e la maneggevolezza nei cambi di direzione e durante le fasi più critiche: in entrata curva a freno tirato, in percorrenza curva ad angoli di rollio elevati (fino a 60°) e in uscita curva a gas aperto, sempre con la moto inclinata.