Due Honda, due Ducati, due Suzuki e due Yamaha. Otto piloti si sono giocati a Locali il podio della prima gara stagionale della MotoGP edizione 2019. Gli otto più forti, gli otto più attesi. Nella notte del Qatar, il "trenino" ha dato spettacolo tra sorpassi e controsorpassi ed è rimasto unito fino a tre giri dalla fine. A favorire la gara da "Moto3" ci ha pensato il ritmo non troppo elevato, imposto da un Dovizioso preoccupato per la resa delle gomme nel finale.

STRATEGIA DOVI - Ad ogni tentativo di allungo da parte di Alex Rins con una Suzuki in netta crescita, il forlivese sfruttava al meglio il motore della Ducati per riportarsi in testa in fondo al rettilineo e a mantenere il passo voluto. Marquez ci ha provato: ha preso per tutta la gara le misure al Dovi e a Rins, attendendo il finale per attaccare. A rovinargli i piani è stato proprio l'italiano, che in un ultimo giro da vedere e rivedere è riuscito a rispondere agli attacchi dell'iridato. Splendido l'incrocio alla curva 9, con Marc che entra all'interno ma che, andando largo, subisce il sorpasso di Andrea. Passato nell'unico varco possibile, largo pochi centimetri. Sul rettilineo, poi, ha sfruttato al meglio la potenza del Desmo, tenendo dietro per soli due centesimi di secondo.

CAL C'E' - Terzo ha chiuso Cal Crutchlow: a differenza di quanto detto da Marquez a fine gara ("Questa non è una pista Honda"), il britannico ha portato una seconda RC sul podio, dimostrando che quella di Losail non è un tracciato non troppo nemico della Casa alata. Cal è stato bravo a superare Rins nel finale e a tenere la scia di Marquez, finendo a tre decimi dalla vittoria. La Suzuki, invece, ha fatto vedere ancora una volta di aver recuperato il gap da Honda, Ducati e Yamaha. Almeno nella parte mista, perché nella velocità massima ancora paga qualcosa alle avversarie.

ROSSI SORPRENDE - Rispetto alle qualifiche, poco ci si aspettava da Valentino Rossi. Invece, il pesarese ha stupito tutti per l'ennesima volta: nonostante i problemi di feeling con l'anteriore, il Dottore è riuscito a tenere il passo dei primi e nel finale ha attaccato anche il terzo gradino del podio. Si è dovuto accontentare di un quinto posto (a soli sei decimi dal vincitore) che fa morale per il futuro. Rossi è riuscito a regolare un Danilo Petrucci autore di una scelta di gomme azzardate (è partito con le soft) e anche uno dei favoriti della vigilia, Maverick Vinales. Lo spagnolo ha corso sottotono rispetto alle aspettative: è sembrato piuttosto in difficoltà soprattutto nella seconda parte di gara, quando di solito riesce a fare la differenza. Ha chiuso alle spalle del team mate con 2"400 di ritardo da Dovizioso.

APRILIA IN CRESCITA - L'esordiente Mir ha fatto faville nella fase iniziale, lottando con i top rider più esperti prima di pagare dazio dell'inesperienza a causa del rapido consumo delle gomme. Alla fine sarà ottavo, davanti all'altra Honda di Takaaki Nakagami e all'Aprilia di Aleix Espargaro, bravo a chiudere nella top ten a poco più di 10 secondi di distacco da Dovizioso. Segno che la Casa di Noale sta lavorando nella direzione giusta per ricucire il gap con i migliori. Franco Morbidelli è stato a lungo attaccato al gruppetto che si è giocato la vittoria ma alla fine ha rallentato, finendo 11esimo davanti alla KTM di Pol Espargaro.

SFORTUNA QUARTARARO - Lorenzo ha stretto i denti dopo la caduta di ieri e alla fine è riuscito a conquistare tre preziosi punti iridati. Iannone, con l'altra Aprilia, è risalito forte nel finale chiudendo 14esimo. L'ultimo punto è andato a Joan Zarco con l'altra KTM: nel finale, il francese è riuscito a difendere la posizione dall'attacco dello sfortunato connazionale Fabio Quartararo: sorpresa delle qualifiche, il compagno di squadra di Morbidelli ha avuto un problema in partenza ed è stato costretto a scattare dalla pit lane, protagonista di un buon recupero. Da segnalare i ritiri di Bagnaia e Miller.