Jorge Lorenzo non ha mai nascosto il suo modo di fare un po' “arrogante” e anche nella terza parte del documentario “We carry it in blood” girato da DAZN, che ha visto già protagonisti Marc Marquez e Alex Criville, non si è risparmiato nel mostrarsi forte e sicuro di sé:”non ho paura di niente e nessuno.” - ha detto il maiorchino.

IL RICORDO PIU' BELLO – Nel documentario Jorge ripercorre la sua vita, sia privata che non, ma finisce comunque per parlare sempre del motociclismo, quello che è stato il suo percorso più importante della vita.
“La vittoria del titolo nel 2015 è stata la più bella – racconta – si è deciso tutto all'ultima curva dell'ultima gara, anche se ero già stato campione del mondo. E' stato bellissimo vincere, anche se devo dire che la vittoria del primo titolo iridato è stata la più eccitante.”

SONO FATTO COSI' – Nel suo ricordare il passato, Jorge, tira fuori anche un argomento scottante, quello del suo arrivo in Motogp nel 2008 nel box Yamaha insieme a Rossi:” non avevo paura di nessuno – spiega – e ho anche detto pubblicamente che non volevo mitizzare Valentino Rossi perchè nessuno in fondo era imbattibile. Sicuramente è per questo motivo che la gente mi vede arrogante, ma io non ho paura di niente e nessuno.”
In realtà, prosegue il maiorchino nel suo racconto, la sua forza interiore deriva dalla passione fortissima che nutre nei confronti del motociclismo, e anche da una visione sua nel vedere questo mondo:” fai del tuo meglio, - mi dico - devi sempre superare te stesso, rispettando gli altri piloti.”
“Le moto – prosegue – sono sempre state la mia passione, quando sei bambino sogni di essere un attaccante o un attore, ma il mio obiettivo è sempre stato quello di essere campione del mondo.”