"E' un peccato che per ottenere questo risultato abbiamo dovuto spendere il nostro tempo e denaro con gli avvocati, e rivelare ai nostri avversari le nostre cognizioni sul raffreddamento della gomma": è questo l’amara considerazione di Claudio Domenicali, amministratore delegato di Ducati, dopo la sentenza della Corte d'Appello della Federazione Motociclistica Internazionale, che ha confermato la regolarità dello spoiler utilizzato in Qatar da Ducati (leggi qui).

UN LUNGO SILENZIO - Claudio Domenicali era stato in silenzio dal 10 marzo sul suo account Twitter: il suo ultimo post era stato il 10 marzo, di giubilo per la vittoria di ‘Dovi e Ducati’ in Qatar che hanno ‘iniziato il campionato nella stessa posizione con la quale avevano concluso a Valencia: P1’. Poi un silenzio di 17 giorni fino ad oggi, quando è arrivata la sentenza della FIM.

"La Corte d'Appello della Federazione Internazionale ha confermato che il nostro dispositivo è completamente legale. I punti del Qatar sono salvi e potremo utilizzarlo anche nelle prossime gare" ha commentato Domenicali dopo la sentenza.

CON ORGOGLIO - “Ducati è orgogliosa della sua ingegnosità 'ingegneristica italiana e della sua capacità di innovare”, ha scritto ancora Domenicali. “Molte persone nelle ultime settimane hanno dichiarato che stavamo imbrogliando. Speriamo che ora facciano silenzio e cerchino di batterci in pista".

La sentenza, infatti, ha confermato il risultato vittorioso di Ducati e di Dovizioso, ma ha stabilito che l'utilizzo dell'ala aerodinamica è regolare. Secondo l’accusa, generava deportanza mentre per Ducati ha come scopo principale il raffreddamento della gomma posteriore

Ora entro i prossimi 5 giorni vedremo se le Case che avevano presentato il reclamo - Aprilia, Honda, Suzuki e KTM proveranno a battere Ducati in pista, come da invito di Domenicali, o se presenteranno ricorso contro la sentenza. In questo caso il giudizio sarebbe davanti al Tas, il Tribunale Arbitrale dello Sport di Losanna.