Ad Austin tutti si aspettavano la settima sinfonia consecutiva di Marquez, poi per una decina di giri sembrava stesse per concretizzarsi il ritorno alla vittoria di Valentino Rossi, alla fine è arrivata la prima in MotoGP di Alex Rins con la Suzuki, mentre Dovizioso, quarto, si ritrova primo nella classifica del Mondiale in un week end in cui ha corso in difesa.

EMOZIONI - Non è stata una gara noiosa quella che abbiamo vissuto sul circuito americano, tutt'altro. Tanti i temi da analizzare. Il primo, senza dubbio, il clamoroso zero nella casella con cui Honda torna a casa. Marquez fuori al decimo giro a causa di un errore in staccata quando aveva più di 3 secondi di vantaggio su un indomito Valentino, Lorenzo out un paio di giri dopo a causa di problemi tecnici. Poi lo strano paradosso in casa Yamaha, con Rossi protagonista dal primo all'ultimo giro e a un soffio dal ritorno sul gradino più alto del podio, mentre Vinales, undicesimo alla fine, che non è riuscito a trovare la quadratura del cerchio ed è stato risucchiato in classifica anche a causa di una falsa partenza. La gara delle Ducati? Tutta in difesa, con Dovi che sceglie le morbide per risalire la classifica (e arriva quarto) e Petrucci sesto. In mezzo a loro, uno straordinario Franco Morbidelli. Il miglior ducatista in pista però è stato Miller, terzo dietro Rins e Valentino. Nono Pecco Bagnaia, dodicesimo Iannone.

NUMERI - E' la vittoria numero 92 della Suzuki, la prima su territorio americano, una grande soddisfazione per il mito Kevin Schwantz, che ha premiato i piloti sul podio. Paga l'errore Marc Marquez, che ora in classifica generale si ritrova addirittura quarto (Dovi 54, Rossi 51, Rins 49, Marquez 45) anche se per pochi punti. Una classifica che è lo specchio di quanto sia alto il livello del Mondiale. La vittoria manca a Valentino Rossi dal 2017, stavolta c'è andato davvero vicino. Secondo alla partenza, è rimasto attaccato finché poteva a Marquez poi, dopo la caduta del rivale, è stato protagonista di un duello con Rins fino al sorpasso decisivo a tre giri dal termine. Rossi non ha avuto la forza per rispondere anche se nel finale si è avvicinato tantissimo. Un altro segno che la Suzuki è ormai ai livelli della Yamaha e tra due settimane si corre a Jerez, dove alla vittoria stavolta possono puntare in molti, non solo Marquez.