Che brutto compleanno per Jorge Lorenzo. Sabato il maiorchino ha festeggiato i 32 anni ma dopo l'illusione del secondo tempo nelle FP1 non pensava davvero a un week end così deludente. Il feeling con la Honda non c'è e Jorge inizia a preoccuparsi. Jerez, dove due anni fa conquistò il suo primo podio con la Ducati, poteva essere la gara del riscatto, su una pista che ama e che conosce bene.

GARA DELUDENTE - Non è andata come voleva e forse è finita addirittura peggio di quello che si poteva immaginare, un dodicesimo posto strappato all'ultimo giro (Pol Espargarò credeva che la gara fosse finita) e in generale piazzamenti sempre lontani dalle prime posizioni. Alla fine della gara i secondi di ritardo da Marquez erano 18, troppi. «Abbiamo dei problemi ad essere competitivi e questa gara ne è la prova – ha detto Lorenzo - Non ho avuto mai il ritmo e ho girato da solo. Ero molto lento, quindi è stata una gara psicologicamente difficile, perché avevo molte speranze per questo weekend. E' difficile da accettare un risultato così brutto. Dobbiamo essere delusi e preoccupati. La situazione è molto dura, ma dobbiamo continuare a lavorare».

STOP - L'infortunio prima dei test invernali e poi quello in Qatar ne hanno condizionato il rendimento di inizio stagione anche se a Jerez era arrivato in perfetta forma: «Penso di essere in forma come non mai dal punto di vista fisico. Sono a mio agio con la moto, soprattutto in frenata. Per il mio stile di guida, è strano che perda molto anche in entrata di curva. Probabilmente abbiamo trascurato qualcosa».

PROBLEMI - Dove sta allora il problema? Per il momento Lorenzo sembra non avere risposte ma confida sulle sue qualità e anche sulla pazienza di Honda: «Sono preoccupato, ma so che il risultato arriverà. Ho fatto solo quattro gare, ma ho un contratto per quest'anno e per l'anno prossimo, quindi spero che la Honda cercherà di darmi quello che mi serve con lo stesso impegno che ci sto mettendo io. Ora devo dimostrare di che pasta sono fatto. Questi sono i momenti in cui si dimostra la differenza tra chi è un campione e chi non lo è. Sono un campione, quindi ce la farò». Una partenza in salita che nessuno si aspettava, forse nemmeno Marquez.