Se non fosse stato per un paio di errori che gli sono costati cari, forse Alex Rins in questo momento costituirebbe l’avversario principale di Marc Marquez nella corsa al titolo iridato. Di fatto, lo spagnolo della Suzuki affronta la pausa estiva dal quarto posto in classifica generale, con 101 punti in carniere e se gliene mancano ben 84 dalla Honda del leader è per via della caduta a Assen mentre era al comando e al Sachsenring quando era secondo.

Ma, nonostante questi errori, quest’anno Rins e la Suzuki riescono ad essere protagonisti. Lo spagnolo ha vinto la sua prima gara in MotoGP battendo Valentino Rossi sul circuito delle Americhe. E anche in Qatar e al Mugello è sempre stato in lotta per la vittoria, dimostrando un’aggressività che non aveva mai sfoderato nelle precedenti stagioni. Le partenze fulminee e i sorpassi decisi sono diventati una piacevole, spettacolare costante nei primi giri del GP. E ormai è diventato abbastanza consueto vedere la sua Suzuki numero 42 lottare nel gruppo di testa.

MANCA VELOCITA’ - I lavoro sulla moto non sta mancando, e lo dimostra il fatto che la Casa giapponese è tornata a correre in MotoGP nel 2015 e quest’anno, alla sua quinta stagione, è quarta in classifica costruttori. Quello di Suzuki è un prototipo che sfrutta al massimo la concezione di motore in linea. La velocità in curva che ha sfoggiato a Losail è stata ‘imbarazzante’ per i rivali di Suzuki, come ha detto Andrea Dovizioso. E la sua capacità di conservare le gomme è un altro punto forte.

Il punto debole rimane la mancanza di velocità di punta. Lo spagnolo si è dichiarato ‘frustato’ per aver concluso quarto in Qatar quando aveva il passo per vincere. E sui rettilinei come quello del Mugello, si vede chiaramente che Honda e Ducati traggono vantaggio dalla loro maggior velocità di punta. Ma c’è anche da dire che Rins non ha ricevuto molti aggiornamenti per la sua Suzuki: ha provato un nuovo telaio ad Assen e qualche novità sul sull’elettronica durante l’anno.

OBIETTIVO TITOLO - Il team manager di Suzuki, Davide Brivio, ha scommesso sul pilota spagnolo fin dal suo esordio e insieme stanno lavorando per riportare il titolo iridato ad Hamamatsu.

I miglioramenti di Rins nell’ultimo anno, però, si devono per gran parte al suo impegno e alla dedizione e i suoi progressi sulla moto vanno di pari passo con il suo approccio metodico nello sviluppo della GSX-RR.

Tutto questo sta facendo di Rins una delle realtà più belle della MotoGP e anche uno degli avversari più accreditati ad ostacolare la strada a Marc Marquez verso la conferma iridata.