Una giornata di test (e novità) a forti tinte Yamaha, seppur con qualche dubbio. A fine giornata Fabio Quartararo è stato il più veloce, 1'55"616 il suo tempo con la sua M1 Petronas. Bene anche Maverick Vinales che si è fermato a 12 millesimi dal francese. Nel finale si sono migliorati anche Franco Morbidelli e Valentino Rossi, che hanno chiuso in terza e in sesta posizione, rispettivamente a 139 e a 399 millesimi.

Alle spalle delle prime tre Yamaha si è piazzato Alex Rins. Lo spagnolo della Suzuki ha provato la nuova carena e il nuovo forcellone già usato anche nei test di Barcellona, chiudendo con un 1'55"837. Bruttissima caduta per Joan Mir, settimo nella classifica finale. La sua GSX-RR è volata oltre le barriere e lo spagnolo è stato condotto in ospedale per accertamenti dove è rimasto sotto osservazione. Quinto tempo per Cal Crutchlow, migliore delle Honda in pista. Ottavo Marquez che ha provato un nuovo telaio. Nono Bagnaia, il migliore dei ducatisti, mentre le due Desmosedici GP ufficiali sono invece in decima (Petrucci) e dodicesima posizione (Dovi). Per entrambi nuova e vecchia veste aerodinamica, oltre a un nuovo forcellone. Dietro di loro Jack Miller. Il pilota australiano ha provato una nuova gomma posteriore portata dalla Michelin. In 14esima posizione la prima KTM, quella di Pol Espargaro, 16esimo il fratello Aleix Espargaro, al debutto con un nuovo telaio in carbonio per l'Aprilia. Alex in mattinata era stato protagonista di una scivolata.

YAMAHA: COSA VA E COSA NO

Vedere Valentino Rossi perplesso alla fine dei test di Brno, dove per la giornata di ieri Yamaha aveva messo a disposizione un motore, un codone e una carena, non deve essere stato un bel segnale per i vertici di Ywata. Il Dottore aveva chiesto più potenza per il motore, ma al momento il propulsore pensato per il 2020 non sembra aver regalato buone sensazioni. Rossi ha chiuso la giornata sesto, a quattro decimi da Fabio Quartararo, il migliore. Valentino si aspettava qualcosa di più: «Non era questo il giorno in cui dovevamo fare la differenza. Avevamo un po' di cose da provare, ma niente di che. Ci saranno degli altri test, quello di Misano e poi quelli di novembre e dicembre. Lì secondo me potremo avere qualcosa di più chiaro per l'anno prossimo».

Rimandata per ora la M1 2020, Rossi sembra aver trovato qualcosa di interessante per questo finale di stagione: «Abbiamo lavorato con la moto 2019 e alla fine abbiamo trovato qualcosa dei setting abbastanza buoni e siamo andati anche abbastanza forte, quindi non è male. Sono set-up che possiamo provare ad usare anche in Austria, anche se forse non è la pista migliore per noi».

A Brno le Yamaha hanno monopolizzato la classifica dei tempi. Freddo e pioggia hanno condizionato in parte i lavori ma non hanno scoraggiato Maverick Viñales che ha archiviato i test in Repubblica Ceca con sensazioni positive. Più che al 2020 il pilota spagnolo sta pensando a come finire in crescendo il 2019: «È stata una giornata importante per provare a migliorare in vista dell’Austria. Ho provato la moto nuova, ma non ho completato molti giri, perché ho preferito concentrarmi sul prossimo gran premio. Ci saranno altri test in cui potremo provare la moto del 2020, Misano per esempio».

HONDA: NESSUNA PRESSIONE

Marquez ha portato in pista gli aggiornamenti proposti dalla Honda, la sensazione è di avere per le mani materiale piuttosto interessante, dal nuovo telaio al pacchetto aerodinamico. Tra le tante cose a disposizione alcune potrebbero già vedersi in Austria dove si correrà la prossima gara: «Non avevo previsto di fare tanti giri. Ma abbiamo provato molte cose, un po’ per il 2019 ed un po’ per il 2020. Ho fatto molta attenzione, perché tra quattro giorni torniamo in moto. Abbiamo provato un telaio diverso, oltre a svolgere il lavoro per Michelin, che ha portato due pneumatici differenti. Poi abbiamo lavorato sul nuovo pacchetto aerodinamico ed altre cose interessanti che sicuramente useremo in futuro».

Marquez apppare soddisfatto del lavoro svolto e resta concentrato: «Il telaio è molto simile a quello attuale, ma sono state pensate delle soluzioni in previsione futura. La cosa più importante è che i nostri feedback sono stati molto precisi e sia io sia Crutchlow abbiamo detto più o meno le stesse cose ed è fondamentale perché andiamo nella stessa direzione. Però questo telaio non verrà usato in Austria, è solo un prototipo. Forse proveremo quello in carbonio che non ho usato oggi, perché ho già qualche informazione dal fine settimana, ma di questo telaio è solo la prima opinione».


DUCATI: PER UN FINALE ALL'ALTEZZA

Nonostante il 12esimo tempo Andrea Dovizioso non è apparso preoccupato dopo i test di Brno, soddisfatto per aver provato due carene e un forcellone da utilizzare nel finale di stagione. Dovi per il 2020 ha provato solo la gomma portata dalla Michelin: «Abbiamo comparato le carene e sono molto simili. Alcune parti sono migliori e questo è un aspetto positivo. Abbiamo provato anche un forcellone diverso se possiamo migliorare in qualche punto. Abbiamo provato la gomma nuova Michelin e mi è sembrata molto buona».

Dovi ha chiesto a Ducati di lavorare sul turning della moto, il vero punto debole, ma se ne parlerà per il prossimo anno: «Per portare cose che migliorino il turning della moto ci vuole tempo, non puoi pensare di poterlo fare tra una gara e l'altra, quindi il piano è già organizzato e Ducati sta lavorando più forte possibile, non posso certo lamentarmi per quello che la squadra sta facendo».