L'Austria è terra italiana. Anche nel 2019. Anche nell'anno in cui la Honda sembra più forte su tutti i circuiti. Andrea Dovizioso è il protagonista assoluto di questa domenica. Bravo a tenere la scia di un Marc quasi insostenibile nel ritmo. Deciso, aggressivo a sorpassarlo nell'unica curva utile, l'ultima, dopo aver recuperato 10 metri di gap con cui si era presentato all'inizio dell'ultimo giro. 
Dovi ha vinto per lui, per la Ducati, per una speranza (piccola ma ancora viva) di titolo. E per Luca Semprini, l'addetto stampa scomparso la scorsa settimana prima della gara di Brno. Una spinta in più, se vogliamo, per un'estate "rossa". Che sta vedendo Ducati al centro di tutte le vicende più importanti: dal mercato piloti alla lotta per il titolo. 

YAMAHA, IL RITORNO - Il fenomeno Marquez si è fermato oggi al secondo posto. Un risultato importante, che gli permette di tenere a distanza Dovi nella lotta al titolo. Si è difeso su una pista non "sua", ha annusato il sapore della vittoria fino a 300 metri dall'arrivo. C'è stato, ancora una volta. Al top.
Terzo, il rookie Fabio Quartararo. Il francesino, stavolta, è stato efficace e concreto anche in gara, dopo le qualifiche vissute da protagonista. Arrivato a sei secondi dal duo di testa, si è messo alle spalle le altre due Yamaha di Valentino Rossi e di Maverick Vinales. Le M1 si sono comportate benissimo, in Austria. E adesso arriva Silverstone, pista amica della Yamaha. Che questa gara austriaca sia l'inizio della rinascita anche per i piloti di Iwata?

QUANTA ITALIA! - Chiudono la top ten un Alex Rins sottotono rispetto alle ultime gare e, oltre a Oliveira, altri tre piloti italiani. Cinque azzurri nei primi dieci. La nostra scuola c'è, è viva, resiste e lotta. Settimo, Francesco Bagnaia: il debuttante ha concretizzato bene quanto fatto vedere in prova, centrando un risultato importantissimo per il morale. Nono e decimo Petrucci e Morbidelli: meno veloci rispetto ai compagni di squadra, hanno comunque limitato in danni in una domenica che può e deve farci sorridere. Per mille motivi.