Il GP d’Austria negli ultimi anni non è mai stato particolarmente favorevole a Rossi e alla Yamaha: nel 2017 il pesarese aveva concluso settimo a quasi 9 secondi dal vincitore Dovizioso, e lo scorso anno si era piazzato sesto, ma a 14 secondi dal vincitore Lorenzo. Oggi il pesarese della Yamaha ufficiale ha concluso ai piedi del podio, a circa 7’’7 da Fovizioso, dopo essere scattato però dalla decima posizione. Un risultato che gli consente di tornare primo dei piloti Yamaha in classifica, quinto davanti al compagno di squadra Maverick Viñales che oggi si è piazzato alle sue spalle.

CONDIZIONATO DALLE QUALIFICHE - “Partendo cinque posizioni davanti sarebbe stata una gara diversa”, ha detto Valentino Rossi dopo il Gran Premio ai microfoni di Sky. “Il mio potenziale era partire fra i primi cinque o sei, e in quel caso avrei potuto stare più vicino a Quartararo. Dobbiamo ancora migliorare, faccio ancora fatica a trovare un extra grip con la gomma morbida”.

Rossi, in ogni caso, è soddisfatto. “Sono stato bravo, nelle prime curve sono andato bene, avevo un bel grip e sono riuscito a venire su bene. E’ stata comunque una bella gara. Per il podio… ero lì ma quelli che avevo davanti andavano più forte, anche Quartararo era un pelo più veloce di me”, ammette Rossi con la sua proverbiale sportività.

I MIGLIORAMENTI - “Venerdì mattina abbiamo visto che eravamo più competitivi dell’anno scorso, siamo riusciti a migliorare la moto in accelerazione a livello di elettronica, abbiamo un passo costante e  stressavamo un po’ meno la gomma dietro. E’ da due-tre mesi che dico ‘a un certo punto dobbiamo andare in Austria…’ Ero preoccupato, invece abbiamo fatto bene. Marquez e Dovi con Honda e Ducati erano più veloci, quindi c’è ancora tanto da lavorare ma stiamo andando nella direzione giusta”, spiega Rossi.

QUESTIONE DI GOMME - Il pesarese ha poi fatto un punto sulle gomme. “Sul podio ci sono due morbide e una media. La morbida andava bene, c’erano 20 – 22 gradi in meno di ieri sull’asfalto, e oggi con la soft hanno guadagnato, con la media hanno perso un po’… io soffro sempre un po’ di più come temperatura sulla posteriore, forse perché sono un po’ più grosso, la stresso troppo. Non so come sarebbe andata, però Quartararo con la soft è andato meglio di me”, ha detto Rossi.

PIU' COSTANZA - Il nove volte iridato ha spiegato anche in cosa consistono i progressi della sua Yamaha.

Quello che abbiamo migliorato in accelerazione non è accelerazione pura, ma la costanza di rendimento:  lo scorso anno la gomma diventava caldissima dopo quattro cinque giri e iniziavamo a perdere grip. Sul motore non ci sono stati interventi, perché tutti i motori rimarranno sigillati e fino a Valencia e la differenza rimarrà la stessa”.

DOVI? UN CAMPIONE - Infine, Rossi ha risposto ad una domanda su Dovizioso: a chi gli ha chiesto se è un pilota o un campione, il pesarese ha detto: “Secondo me è un campione, ha vinto tante gare in MotoGP, gli manca solo di vincere il campionato, ed è sempre riuscito a lottare con Marquez. E’ la seconda forza in campionato. E’ un grande, ma ha ancora tanti anni davanti a sé…” ha concluso Rossi.