«Volete che dica la verità o che menta come tutti i piloti?». La dichiarazione è un marchio di fabbrica di Cal Crutchlow, a cui la sincerità non ha mai fatto difetto, in particolare in occasione degli ultimi GP. Quando ha più volte dichiarato che questa Honda lo prosciuga fisicamente. Dopo Brno, definita la seconda gara più faticosa della sua vita dopo il Mugello del giugno scorso, Crutchlow avrebbe preferito non provare nei test di lunedì, essendo sfinito. In Austria ha ripetuto il concetto dopo essere passato attraverso la Q1. «Il tempo tra FP4 e qualifiche è minimo. Se passi dalla Q1 alla Q2, ti ritrovi senza energia. Con questa Honda, intendo, prima non avevo mai avuto problemi del genere».  

SCELTE DIFFERENTI - Quando però gli è stato fatto presente che Marquez non risente di problemi di questo tipo, Crutchlow ha ammesso: «Marc è come Houdini… lo vedi e all’improvviso smetti di vederlo, perché scompare. Guardo la sua telemetria e fa tutto in modo differente rispetto agli altri, in ogni curva, accelerazione e frenata. La sua moto e la mia sono uguali, le uniche differenze sono legate alle scelte, ci sono cose che io non voglio e lui sì, e viceversa».  
Di certo l’inglese non critica la Honda, che sta cercando di venire incontro ai piloti: «Il lavoro dell’HRC è notevole, non smettono di cercare sviluppi per il comportamento della moto in curva. La moto è migliorata rispetto allo scorso anno; il guaio è che è peggiorata nell’area in cui avrei maggiore bisogno io…».